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“Accesso agli atti sempre consentito”, il Tar “bacchetta” l’Asp di Agrigento

Scritto da il 26 novembre 2021, alle 06:40 | archiviato in Agrigento, Cronaca. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Il Tar di Palermo in una sentenza riconosce che l’accesso agli atti dev’essere sempre consentito a chi presenta istanza anche se la richiesta viene indirizzata a un ufficio non preposto.

Il Tar lo ha deciso dopo il ricorso di un medico che aveva partecipato a un avviso interno per il conferimento di un incarico di “dirigente medico referente rischio clinico e della qualita’ ospedali riuniti Sciacca -Ribera”. Il sanitario e’ stato escluso e aveva fatto istanza di accesso con richiesta di prendere visione degli atti della procedura selettiva, delle domande di partecipazione e dei curriculum dei partecipanti, cosi’ da poter tutelare la propria posizione nelle sedi giurisdizionali competenti.

L’asp non ha risposto e il medico con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino, Carmelinda Gattuso e Rosario De Marco Capizzi, contestando l’illegittimita’ del silenzio dell’Asp di Agrigento che aveva asserito di aver non ricevuto l’istanza all’indirizzo pec dell'”Ufficio preposto” bensi’ ad un indirizzo di posta elettronica certificata dell’Amministrazione “non abilitato”. Inoltre, i legali hanno dedotto “che la documentazione successivamente depositata in giudizio dall’Asp integrasse soltanto parte di quella richiesta dal ricorrente con la propria istanza di accesso agli atti formulata”.

Il Tar ha, in parte, dichiarato la cessazione della materia del contendere con riguardo alla parte della documentazione richiesta dal ricorrente e depositata in giudizio dall’Asp; per il resto, in accoglimento del ricorso proposto, ha riconosciuto il diritto del ricorrente – e il corrispondente obbligo dell’Asp – alla visione e al rilascio della restante documentazione richiesta entro il termine di trenta giorni. Con la medesima pronuncia il Tar Sicilia – Palermo ha condannato l’Asp al pagamento delle spese di giudizio in favore del ricorrente.



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