L’associazione nazionale commercialisti di Agrigento, assieme a quelle di Ragusa e Palermo, chiede di intervenire su una criticità che sta paralizzando gli investimenti degli operatori economici dell’Isola per l’incertezza sulla possibilità di utilizzo del credito d’imposta Sud sugli investimenti per gli acquisti effettuati tramite ordine e acconto nel 2021 e che non possono essere consegnati dalle ditte fornitrici entro il 31 dicembre 2021 a causa dei ritardi derivanti dalla mancanza delle materie prime. “E’ una circostanza – scrivono in un documento i presidenti dell’Associazione Nazionale Commercialisti delle tre province siciliane, rispettivamente Salvatore Russo (Agrigento), Rosa Anna Paolino (Ragusa) e Loredana Lesto (Palermo) – che danneggerebbe enormemente le aziende del meridione che avevano pianificato gli investimenti in virtù della fruizione del credito d’imposta del 45 percento. In caso di un mancato intervento di conferma le aziende si vedrebbero costrette, per legge, a onorare gli accordi economici per gli ordini di acquisto effettuati e a dovere pagare e sopportare il costo dei beni oggetto degli investimenti, aumentato del mancato credito d’imposta, facendo saltare tutte le previsioni finanziarie che avevano giustificato l’investimento nel momento in cui era stato firmato il contratto. Tutto ciò, nel caso di un malaugurato mancato intervento del Governo, metterebbe in gravi difficoltà economiche le aziende con l’impossibilità di potere fare fronte agli impegni assunti in fase di programmazione. E’ assolutamente necessario considerare che la Legge del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi – Articolo 1, commi da 1051 a 1063, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021) prorogava i termini fino al 31 dicembre 2022 e che il Ministero si è pronunciato chiaramente in modo favorevole per la eventuale consegna fino al 30 giugno 2022, dei beni acquistati entro il 31 dicembre, per gli altri crediti d’imposta, sia per il credito imposta investimenti “nazionale” e sia per il credito d’imposta della cosiddetta “Legge 4.0”.
Le tre associazioni sollecitano, dunque, un intervento chiarificatore in tal senso per la conferma dell’utilizzo senza penalità e l’equiparazione agli altri crediti d’imposta menzionati per consentire il regolare utilizzo del credito d’imposta SUD senza alcuna evidente penalizzazione per chi vi ha fatto ricorso nel 2021 e non potrà ricevere i beni prima della fine dell’anno.
ANC AGRIGENTO
Dott. Salvatore Russo












