Notizie | Commenti | E-mail / 10:35
                    








Reddito di cittadinanza, come cambia con il Governo Meloni

Scritto da il 8 novembre 2022, alle 09:35 | archiviato in Costume e società, IN EVIDENZA, Photo Gallery, Politica. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Il reddito di cittadinanza non sarà a vita ma sarà rinnovabile per periodi sempre più brevi e con un assegno a scalare. Inoltre, chi rifiuterà anche una sola offerta di lavoro perderà il sussidio.

Così Corriere della Sera che riporta le parole di Cladio Durigon, della Lega, sottosegretario al Lavoro.

La proposta della Lega “è più morbida di altre che circolano nella coalizione, ma si muove nello stesso solco” e il punto di partenza è che “il sussidio non può essere a vita. Va fissato un termine oltre il quale non si può andare, un po’ come con la Naspi”, l’indennità di disoccupazione.

Secondo Durigon si tratta di un percoso “ragionevole” che “prevede, dopo i primi 18 mesi di reddito, che si possa andare avanti al massimo per altri due anni e mezzo, ma con un décalage”.

Quindi, dopo i primi 18 mesi, se la persona non ha trovato un lavoro, viene sospesa dal sussidio e inserita per sei mesi in un percorso di politiche attive del lavoro.

Se dopo 6 mesi la persona è ancora senza lavoro, potrebbe ottenere di nuovo il reddito di cittadinanza, “ma con un importo tagliato del 25% e una durata ridotta a 12 mesi”, durante i quali continuerebbe a fare formazione.

Se anche dopo questo periodo il beneficiario non è entrato nel mercato del lavoro, srà sospeso per altri sei mesi, passati i quali potrà chiedere per l’ultima volta il Reddito di cittadinanza, questa volta “solo per sei mesi e per un importo decurtato di un altro 25%. Prenderà cioè la metà di quanto prendeva all’inizio”.

La riforma prevederà che si decade dal diritto al Reddito anche rifiutando una sola offerta congrua di lavoro al contrario di oggi che sono due. Da questa stretta verrebbe colpito “un percettore su tre del RDC”, ha affermato Durigon.

Infine, c’è il versante dei controlli. “Pensiamo – dice il sottosegretario – che il sistema non debba più essere gestito centralmente dall’Inps ma sul territorio dai Comuni, che conoscono meglio le reali situazioni di povertà”.





   Clicca e Condividi su Facebook |

Clicca per consigliare questo articolo sulla ricerca Google



Invia per mail l'articolo o stampalo in PDF



4 Risposte per “Reddito di cittadinanza, come cambia con il Governo Meloni”

  1. Cittadino ha detto:

    Meglio il PD e e i pentastellati, loro sì che capivano e aiutavano i cittadini stanchi. Il sistema “aumenta le tasse a chi lavora e produce e regala bonus a chi non ha voglia” funzionava benissimo. Adesso questi poveretti avranno vita difficile e saranno costretti a cercare lavoro. Questa è dittatura! Lascate libera la gente, chi vuole lavorare lavori pure, ma chi non ne ha voglia che venga lasciato tranquillo a casa.

  2. Lo Curto Giuseppe ha detto:

    C’è gente che becca un sacco di soldi ogni mese per stare a casa.
    Grazie.
    Allora.
    Pensione di invalidità civile. Moglie e figli a carico.
    E mettici pure l’affitto.
    E quando ci vanno questi a lavorare, se in vita loro non mai conosciuto un solo giorno di lavoro serio ?
    Mai !

  3. Lo Curto Giuseppe ha detto:

    Poi c’è quello che, prende il Reddito di Cittadinanza e lavora in nero.
    Ma quello lavorava già in nero. E non credo che lo lasci. Perché è l’unico lavoro che conosce.
    Senti un po’.
    Quando sopra i 35 anni sei fuori dal mercato lavorativo. A 50 e più, sai dove vai con il Reddito di Cittadinanza ?
    Vai dai dagli Assistenti Sociali comunali.
    Che ti dicono :
    Lei cosa vorrebbe fare nella vita ?
    Io vorrei fare il Sindaco.
    A parte la battuta.
    In Comune, Diploma e Laurea, per quello che si è studiato a scuola ?

  4. Concittadino ha detto:

    Il reddito di cittadinanza non si tocca, anzi bisogna allargarlo ad altri e aumentarne le somme. Purtroppo noi non siamo fatti per lavorare altrimenti lavoreremmo. Ai tempi di Picone tutto era diverso e filava liscio, chi voleva lavorare lavorava, chi non voleva rimaneva a casa e veniva aiutato in tanti modi. Inoltre chi non voleva pagare le tasse non era costretto a farlo… insomma c’era più libertà, lui rassicurava tutti, disoccupati ed evasori. Adesso stanno rendendo la vita più difficile, ci costringono ad andare a lavorare e per di più a pagare le tasse. Avete ragione questa non è libertà di scelta, non è democrazia. Non vogliamo perdere il reddito di cittadinanza e tutti gli altri benefici (assegni familiari, borse di studio per i figli, esenzioni ticket ecc.)

Lascia un commento

Tutti gli utenti possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni della testata CanicattiWeb.com.
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.
Ad esempio, i commenti e i nickname non dovranno contenere:
- espressioni volgari o scurrili
- offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale
- esaltazioni o istigazioni alla violenza o richiami a ideologie totalitarie punite dalla costituzione

I contributi che risulteranno in contrasto con i principi esposti non verranno pubblicati.
Si raccomanda di rispettare la netiquette.




Spazio Pubblicitario

Loading...




CanicattiWeb.com su Facebook

Sondaggio


Testata giornalistica online registrata presso il Tribunale di Milano n° 272 del 10/06/2009 - ISSN: 2035-6617
Direttore Cesare Sciabarra'
| Versione SPD | Supporto Tecnico e Hosting Bluermes Comunicazione Integrata