Era prevedibile ed è accaduto: i quattro indagati raggiunti da misura cautelare nell’ambito dell’inchiesta sulla vendita di auto con truffa del contachilometri manomesso, diminuendo artificiosamente i chilometri effettivamente percorsi al fine di rendere le auto in vendita più appetibili ai clienti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere al Gip del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli.

Assistiti dai legali di fiducia Gero Li Calzi, Luigi Reale, Annalisa Lentini, Calogero Lo Giudice e Calogero Meli, i quattro indagati hanno preferito fare scena muta e valutare preventivamente le accuse mosse a loro carico.

L’indagine, coordinata dalla procura della Repubblica di Agrigento, ipotizza un’associazione per delinquere dedita al commercio illecito di automobili usate con contachilometri alterati. Almeno un centinaio i mezzi interessati dalla presunta manomissione. Le Fiamme gialle avrebbero scoperto che i chilometri percorsi in particolare da una delle auto finite sotto la lente d’ingrandimento dell’inchiesta, sarebbero stati abbassati da 466 mila a 166 mila, alterando evidentemente il valore economico reale dell’auto. L’indagine, che ipotizza un giro d’affari illecito di oltre 700 mila euro, conta complessivamente 14 indagati e per tutti la Procura della Repubblica aveva chiesto misure cautelari personali. I difensori dei quattro indagati presenteranno ricorso avanti il Tribunale del Riesame chiedendo l’annullamento delle misure cautelari.