Si è tenuto martedì 15 luglio 2025 un consiglio comunale straordinario, convocato per esprimere la ferma solidarietà dell’intera assise al Presidente del Consiglio Comunale, Giuseppe Passarello, destinatario nei giorni scorsi di un grave atto intimidatorio.
Nel corso della seduta, è intervenuto anche l’assessore comunale all’Agricoltura Lillo Licata, che ha colto l’occasione per aggiornare i cittadini e, in particolare, i produttori agricoli naresi sugli sviluppi della delicata vicenda legata alla ripartizione delle risorse idriche della diga San Giovanni e Furore.
«Quella di ieri – ha dichiarato Licata – è stata un’occasione per ribadire che la nostra non è una battaglia contro qualcuno, ma una battaglia per il riconoscimento dei diritti legittimi del territorio di Naro e dei suoi agricoltori. Siamo di fronte a dinamiche inaccettabili che rischiano di mettere in ginocchio il nostro comparto agricolo, già duramente provato».
A conferma della correttezza e della trasparenza dell’azione politica portata avanti dall’amministrazione, l’assessore ha richiamato un’intercettazione telefonica pubblicata il 19 giugno 2025, che ha fatto luce su una gestione tutt’altro che limpida della questione idrica a livello regionale.
L’intercettazione che svela un “sistema parallelo”
La conversazione tra l’ex assessore regionale Roberto Di Mauro e il sindaco di Licata, Angelo Balsamo, offre uno spaccato inquietante: si parla apertamente di risorse pubbliche canalizzate senza gara, di leggi “scritte a dettatura”, di stanziamenti pilotati (come i 200.000 euro destinati al Consorzio Valle del Salso), e di operazioni condotte con l’intento di escludere e marginalizzare i territori, come Naro, che rivendicano trasparenza e equità.
Nel dialogo, lo stesso sindaco Balsamo fa riferimento diretto all’assessore Lillo Licata, definendolo come “quello che sta facendo un bordello della Madonna”, per aver denunciato pubblicamente le manovre e le irregolarità sulla gestione delle acque della diga:
“Ancora peggio è la cosa, c’è stato un intervento da parte di un signore che attualmente è assessore al Comune di Naro che sta facendo un bordello della Madonna… hanno l’atteggiamento di essere padroni dell’acqua… è una cosa inaccettabile…”
Parole che, secondo Licata, confermano quanto l’Amministrazione stia operando nella giusta direzione, nella piena legalità e con l’unico obiettivo di difendere gli interessi dei produttori agricoli locali.
«Quando si dà fastidio a certi equilibri, si viene attaccati. Ma questa intercettazione – ha concluso Licata – dimostra che il nostro impegno è reale, concreto e trasparente. Non ci piegheremo. Continueremo a batterci finché Naro avrà l’acqua che le spetta e finché la legalità non sarà l’unico criterio nella gestione delle risorse pubbliche.»