Quattro anni di reclusione e quasi ventimila euro di risarcimento alle persone offese. Lo ha stabilito il giudice per l’udienza preliminare Iacopo Mazzullo nei confronti del trentaquattrenne agrigentino residente a Favara.
L’imputato era finito a processo direttamente a processo, senza passare dall’udienza preliminare, per le accuse di violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti della compagna. I soprusi, secondo quanto ricostruito dall’impianto accusatorio, sarebbe inoltre avvenuti dinanzi ai figli minorenni. L’uomo, anche durante l’interrogatorio di garanzia, ha sempre respinto ogni addebito.
Il giudice, tuttavia, ha accolto la richiesta del pubblico ministero condannando l’imputato a quattro anni di reclusione ma anche al risarcimento di 15mila euro nei confronti della compagna e duemila euro ciascuno ai due figli. Le persone offese si sono costituite parte civile rappresentate dall’avvocato Alfonso Tuttolomondo.












