Un uomo di 57 anni e una ragazza di 18 anni di Canicattì sono finiti in prognosi riservata a causa di una grave intossicazione alimentare. Inizialmente si era pensato alle ostriche consumate durante un aperitivo in un locale della città, ma questa ipotesi sembra ora esclusa. Alcuni dei partecipanti alla serata che si sono sentiti male non avevano infatti mangiato ostriche, spostando i sospetti su altri alimenti.
A indagare sono i medici veterinari dell’Asp, impegnati a ricostruire la catena alimentare per identificare l’origine del problema. La causa più probabile rimane la tossina botulinica, ma solo le analisi di laboratorio potranno confermarlo con certezza. I campioni prelevati sono stati inviati all’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, centro di riferimento nazionale per questo tipo di esami.
Dalle prime ricostruzioni, i presenti avrebbero consumato un tagliere con salumi, olive e crostini accompagnati da sgombro in scatola. È proprio questo prodotto conservato a essere finito sotto la lente degli investigatori come possibile fonte della contaminazione.
La giovane 18enne ha manifestato i sintomi più gravi e ha ricevuto il siero antitossina botulinica. Le condizioni dei due pazienti principali restano serie, ma stazionarie, con l’uomo ricoverato in rianimazione.
Gli accertamenti proseguono per chiarire l’esatta dinamica e verificare eventuali responsabilità. Nel frattempo, l’episodio richiama l’attenzione sulla sicurezza delle conserve alimentari.
Cos’è il botulino e perché è pericoloso
Il botulino è una tossina potentissima prodotta dal batterio Clostridium botulinum, che prolifera in ambienti anaerobici come conserve, prodotti sott’olio o in scatola preparati in modo non corretto. È incolore, inodore e insapore, quindi non modifica l’aspetto o il gusto del cibo.
L’intossicazione provoca sintomi neurologici gravi: visione sfocata, difficoltà a parlare e deglutire, debolezza muscolare e, nei casi estremi, paralisi respiratoria. Per questo, in caso di sospetto, è essenziale un intervento rapido con siero antitossina e ricovero immediato.
L’ipotesi botulinica in questo caso è ancora da confermare, in attesa degli esiti degli esami.