Un operaio di 40 anni, Alessio La Targia, è morto cadendo da un’impalcatura dentro il capannone di una ditta, in via Emiro Giafar, a Palermo, mentre eseguiva delle riparazioni. Quando i soccorritori del 118 sono arrivati, l’uomo era già senza vita. Le indagini sono condotte dai carabinieri e dai tecnici della Spresal dell’Asp di Palermo. Si stanno verificando le dotazioni di sicurezza del cantiere e se il lavoratore fosse stato assunto regolarmente.

La salma di Alessio La Targia – l’operaio morto cadendo da un’impalcatura a Palermo – è stata sequestrata e la Procura di Palermo ha disposto l’autopsia che sarà eseguita nei prossimi giorni nell’istituto di Medicina legale. L’incidente è avvenuto nella ditta Puleo Group srl, in via Emiro Giafar, nella zona industriale. La ditta vende biancheria, intimo e oggetti per la casa.


La vittima lascia la moglie e due figli.

Le reazioni

Sono stati quasi cinquemila infortuni solo a Palermo di cui 18 mortali nel 2025, numeri che si riferiscono al periodo da gennaio a settembre. “Sono molti di piu’. Non ci rassegneremo mai, come puo’ un giovane operaio di quarant’anni non tornare piu’ a casa dal lavoro, e’ inaccettabile”, commentano i tre sindacalisti. Per i tre segretari, “bisogna fare di piu, partendo dal via libera definitivo della Camera al decreto-legge 159 in materia di salute e sicurezza sul lavoro, bisogna potenziare il sistema dei controlli e della prevenzione, formazione, vigilanza e della responsabilita’ delle imprese. Ora bisogna applicare tutti questi principi affinche’ si rafforzi davvero la cultura della prevenzione, che deve partire dalle scuole”. L’ennesima tragedia sul lavoro “e’ arrivata”, ha detto dichiara Piero Ceraulo, segretario generale Fillea Cgil Palermo, sottolineando di aver “diverse volte denunciato le condizioni in cui versano molti lavoratori edili nella provincia di Palermo. Abbiamo riscontrato come in questi giorni di avverse condizioni meteo in molti cantieri si continuasse a operare senza soluzione di continuita’, perche’ il tempo e’ come si dice denaro e si deve lavorare senza se e senza ma. Ci stringiamo alla famiglia di Alessio La Targia, che lascia moglie e due figli, con la quale ci metteremo subito a disposizione. Non e’ accettabile l’ennesimo operaicidio nei luoghi di lavoro. E’ una carneficina vera e propria. E denunciamo il silenzio istituzionale: a quante morti dobbiamo ancora assistere perche’ si possa intervenire in maniera puntuale ed efficace? Il tavolo di regia della Prefettura poteva essere uno strumento importante. E da questo punto di vista nessuna risposta e’ arrivata. Siamo molto ma molto amareggiati. Non escludiamo una mobilitazione unitaria dei lavoratori perche’ non possiamo piu’ tollerare una situazione del genere”. “Nella mia qualita’ di vice presidente della Cassa edile – aggiunge Ceraulo – abbiamo effettuato gia’ dei controlli e e il lavoratore non risulta censito. E quindi o al lavoratore non risultava applicato il giusto contratto o era addirittura irregolare” Per il segretario generale della Feneal Uil Pasquale De Vardo, la notizia della morte dell’operaio “lascia sgomenti e addolorati”. “Come e’ doveroso in queste circostanze – aggunge – restiamo in attesa dei risultati delle indagini per chiarire con precisione le dinamiche dell’incidente, verificare se le dotazioni di sicurezza del cantiere fossero conformi alle norme vigenti e accertare se il lavoratore fosse stato regolarmente assunto”. “Al di la’ degli accertamenti – conclude – ogni vittima sul lavoro rappresenta una croce insostenibile che pesa su un sistema ancora inadeguato, segnato da carenze nei controlli, subappalti al massimo ribasso e da una cultura dell’edilizia che continua a considerare la sicurezza un costo e non una garanzia di vita. Su questo fronte la Feneal Uil continuera’ a essere in prima linea, rafforzando l’impegno sindacale per la tutela della sicurezza, la legalita’ nei cantieri e la difesa della vita dei lavoratori”.