Dopo la diffusione della notizia che ipotizza un giro di corruzione legato al rilascio dei permessi di soggiorno in provincia di Agrigento, immediate sono le reazioni, soprattutto politiche, che tengono banco. Il primo ad intervenire è il sindaco di Camastra, Dario Gaglio che con un post sui social afferma: “In merito alle notizie apparse nelle ultime ore su alcuni organi di informazione, desidero intervenire personalmente per fare chiarezza e tutelare la mia persona, la mia famiglia e l’Amministrazione che rappresento. Smentisco in modo categorico quanto riportato: non mi trovo agli arresti domiciliari, né mi è stato notificato alcun provvedimento restrittivo della libertà personale. Sono totalmente estraneo ai fatti che vengono descritti e respingo con fermezza ogni accusa. Ho sempre svolto il mio ruolo istituzionale con senso di responsabilità, trasparenza e nel pieno rispetto della legge. Confido nell’operato della magistratura e resto a completa disposizione delle autorità competenti affinché ogni aspetto venga chiarito nel più breve tempo possibile. Sono certo che l’accertamento della verità dimostrerà la mia assoluta correttezza. Continuerò a svolgere il mio mandato con il massimo impegno e senso delle istituzioni, nell’interesse esclusivo della comunità che ho l’onore di rappresentare”.
La vicenda oramai è nota: La Procura della Repubblica guidata da Giovanni Di Leo ha chiesto, lo scorso giugno, misure cautelari per 14 su 22 indagati tutti ritenuti a vario titolo al centro di una inchiesta, condotta dalla Squadra mobile di Agrigento, che evidenziava corruzioni nel contesto di un illecito rilascio di permessi di soggiorno.
Il Gip del Tribunale di Agrigento, Alberto Lippini ha rigettato tutte le misure chieste dalla Procura di Agrigento che, però, ha impugnato tale decisione.
Il Gip ha valutato insufficienti o privi di attualità i gravi indizi di colpevolezza e la parola fine verrà messa dall Tribunale della Libertà nel marzo prossimo.












