Un esposto alla Procura della Repubblica di Agrigento è stato depositato dall’avvocato Cristina Sgammeglia. L’obiettivo è quello di fare luce sulla crisi e sui disservizi idrici che si registrano a Canicattì. All’esposto sono state allegate cinquecento firme di cittadini raccolte da “Canicattì in Movimento” rappresentato in consiglio comunale da Fabio Falcone che è anche il portavoce provinciale del Movimento Cinque Stelle. Le firme erano state raccolte nelle scorse settimane durante una iniziativa pubblica che si era svolta alla villa comunale. Nell’esposto adesso in possesso della Procura del capoluogo, sono contenute tutte le presunte cause che avrebbero provocato la grave carenza idrica in città. Turni di distribuzione che sino a qualche settimana fa sfioravano i venti giorni se non di più in alcune zone di Canicattì, il mancato approvvigionamento delle aree prive di rete idrica e delle zone di campagna. La questione legata alle autobotti. Le copiose perdite lungo la condotta. Ed ancora: la richiesta da parte del gestore del pagamento di bollette esose per un servizio che viene definito parecchio lacunoso ed in alcuni casi inesistente. Adesso spetterà alla Procura di Agrigento decidere se vi siano i presupposti o meno per aprire una indagine ed approfondire gli aspetti che vengono denunciati. “Lo avevamo annunciato- dichiara Fabio Falcone di Canicattì in Movimento” che avremmo interessato delle vicende idriche della nostra città la magistratura. L’obiettivo di Canicattì in Movimento- aggiunge il consigliere comunale- è quello di tutelate i nostri cittadini cercando di garantire loro un servizio che possa rispondere alle reali esigenze dell’utenza. Avevamo annunciato- conclude Fabio Falcone una denuncia collettiva contro il gestore delle risorse idriche nella nostra città con conseguente class action ed adesso possiamo dire di avere dato voce a tutti quei canicattinesi che da tempo forse da troppo tempo attendono risposte concrete ad un problema che non viene mai definitivamente risolto. Nel 2026 non si può continuare a soffrire per la cronica mancanza di acqua in un paese che si definisce civile”.