Il sostituto procuratore generale di Palermo, Caterina Bartolozzi, ha chiesto alla Corte d’Assise d’Appello la conferma della condanna all’ergastolo per Omar Edgar Nedelcov, il 26enne di nazionalità rumena ritenuto responsabile del duplice omicidio di Maria Rus, 54 anni, e Delia Zarnescu, 58 anni, uccise a Naro nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2024.
La sentenza di primo grado era stata emessa dalla Corte di Assise di Agrigento, presieduta dal giudice Wilma Angela Mazzara. Oltre all’ergastolo, la Corte aveva disposto l’isolamento diurno per tre anni e il pagamento di una provvisionale: 50.000 euro alla figlia di Maria Rus, 40.000 euro al marito della vittima e 30.000 euro ciascuno ai familiari di Delia Zarnescu.
Le parti civili, rappresentate dagli avvocati Calogero Meli, Giovanni Salvaggio e Giorgia Parisi (quest’ultima per l’associazione “Insieme a Marianna”), hanno chiesto la conferma della condanna e il riconoscimento del risarcimento danni. La Corte d’Assise d’Appello di Palermo ha rinviato l’udienza al 14 maggio per le arringhe delle parti civili e della difesa.
La requisitoria del PM
Nella sua requisitoria, il pubblico ministero Elettra Consoli (che aveva sostenuto l’accusa in primo grado) ha descritto un delitto di eccezionale gravità:
«Ha massacrato e fatto soffrire le due donne in maniera gratuita, accanendosi con schiaffi, pugni, una lametta e altri oggetti contundenti. Le ha devastate e ha dato fuoco al cadavere di una delle due».
Le due donne sono state uccise nelle loro abitazioni, distanti circa 150 metri l’una dall’altra, nel centro storico di Naro. Secondo l’accusa, Nedelcov si sarebbe introdotto prima in casa di Maria Rus (vicolo Avenia), colpendola ripetutamente con violenza estrema, per poi appiccare il fuoco al corpo. Successivamente si sarebbe spostato in via Vinci, dove avrebbe forzato il portone di casa di Delia Zarnescu e l’avrebbe aggredita con ferocia, infliggendole anche ferite con una lama alle gambe con il solo scopo di farla soffrire.
«Nessun dubbio sulla sua colpevolezza e sul fatto che debba essere condannato per averle uccise con l’aggravante della crudeltà», ha sottolineato il magistrato.
La perizia psichiatrica e le indagini
Una perizia disposta dalla Corte di Assise ha escluso qualsiasi vizio di mente. Il consulente della difesa aveva sostenuto che il giovane fosse affetto da un disturbo borderline con capacità di intendere e di volere «gravemente scemata», ma il pubblico ministero ha ribattuto che la perizia ufficiale «smentisce la circostanza in maniera inequivocabile».
Nedelcov è stato arrestato nelle ore immediatamente successive al duplice delitto dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Agrigento e della Stazione di Naro. Le indagini hanno raccolto elementi di prova importanti: le immagini delle telecamere di videosorveglianza lo hanno immortalato sui luoghi dei due omicidi, ha tentato di costruirsi un falso alibi chiamando il 112 fingendo di aver soccorso Maria Rus dopo l’incendio, ha chiesto alla fidanzata di confermare una versione falsa e la madre stessa ha consegnato ai militari i vestiti del figlio ancora sporchi di sangue.
L’udienza del 14 maggio sarà decisiva per le conclusioni delle parti civili e della difesa. La parola finale spetterà poi alla Corte d’Assise d’Appello di Palermo.












