
C’è un suono che attraversa i vicoli di Vibo Valentia e accompagna i momenti più solenni delle tradizioni del Sud. È quello di “Una lacrima sulla tomba di mia madre”, la celebre marcia funebre che scandisce il passo delle processioni delle Vare e della Desolata.
A firmarla è Amedeo Vella, compositore originario di Naro, in provincia di Agrigento, che lasciò un segno profondo nella vita musicale vibonese, dove fu attivo per gran parte della sua esistenza. Direttore della scuola di musica dell’Orfanotrofio provinciale, con sede nell’ex Convento Domenicano (oggi Valentianum), Vella è oggi riconosciuto come una figura centrale della tradizione musicale legata ai riti pasquali.
La sua storia torna al centro dell’attenzione grazie al volume “Amedeo Vella e la sua musica. Storia e note di un’anima”, curato dal Maestro Antonio Romano e pubblicato da Libritalia.
I dettagli della presentazione
L’appuntamento è fissato per lunedì 27 aprile alle ore 18:00, presso la Chiesa del Rosario di Vibo Valentia. Interverranno, oltre all’autore Antonio Romano, monsignore Filippo Ramondino, il Maestro Diego Ventura e Simona Toma, direttore editoriale di Libritalia. A moderare sarà la docente Carla Castagna.
Nel corso dell’incontro saranno eseguiti anche alcuni brani di Vella, con la partecipazione del tenore Arturo Neri e del Maestro Francesco Silvestri.
Una ricerca lunga trent’anni
Il volume nasce da un lavoro di ricerca durato quasi trent’anni, attraverso lo studio di archivi e il recupero di spartiti. Romano ricostruisce il percorso umano e artistico di Vella, dalle origini nella sua Naro fino alla lunga attività a Monteleone, l’odierna Vibo Valentia, dove insegnò per oltre quarant’anni.
Dal dolore alla musica
Come evidenziato nella prefazione di monsignore Ramondino, la produzione musicale di Vella affonda le radici in una profonda esperienza personale: rimasto orfano di madre a undici anni, trasformò quel dolore in espressione artistica. La marcia “Una lacrima sulla tomba di mia madre” è oggi parte integrante dell’identità culturale di molte comunità del Mezzogiorno.
Il brano ha inoltre varcato i confini delle tradizioni religiose, approdando anche nel cinema: compare nelle scene finali di “Pane, amore e…”, in “Amarcord” di Federico Fellini e, più recentemente, ne “La stranezza” di Roberto Andò.
L’incontro rappresenta così un’occasione per riscoprire e valorizzare la figura di Amedeo Vella, musicista narese che ha lasciato un’impronta duratura nella memoria collettiva del Sud Italia.












