Intervento della segreteria del Pd di Campobello
“”La decadenza del Consigliere (Giovanni) D’Angelo non un atto a tutela delle istituzioni, ma una forzatura politica.
Come era prevedibile, il Consigliere D’Angelo ha fatto ricorso al Tar per difendere il suo diritto a restare Consigliere Comunale.
Per difendere in tribunale la propria operazione politica, l’Amministrazione ha incaricato un legale esterno con un impegno di spesa di 6.000 euro di fondi comunali””.

“” Mentre la maggioranza si affrettava a completare la sostituzione del Consigliere D’Angelo – ancora i dem – , il Tar della Sicilia ha ordinato la sospensione della trattazione dei punti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale riguardanti la surroga del consigliere. Il tribunale ha bloccato questo tentativo ravvisando una situazione di “estrema gravità e urgenza”.


Ancora il Pd: “”Ci ritroviamo con un bilancio gravato da una spesa evitabile e un consiglio comunale menomato in cui il consigliere rimosso non può essere sostituito, prima che la vicenda sia definita.
Le forzature istituzionali e i tentativi di ridisegnare gli equilibri politici zittendo l’opposizione non possono gravare sul bilancio pubblico. Mentre le reali necessità di Campobello restano senza risposta, le risorse dei cittadini vengono impiegate per finanziare i contenziosi generati dalle faide interne alle destre.

Il ruolo del Presidente del Consiglio Comunale dovrebbe essere, per sua stessa vocazione, quello di una figura di garanzia, super partes, chiamata a tutelare l’intera assise e le prerogative di ogni singolo consigliere. A Campobello di Licata, purtroppo, stiamo assistendo allo svilimento di questo principio fondamentale….

Noi continueremo a fare il nostro dovere con responsabilità e fermezza. Resteremo opposizione, a difesa della tenuta democratica del nostro Comune, contro chi interpreta le istituzioni non come un bene collettivo, ma come un possedimento privato””.
giovanni blanda