arnone-ospedaleLa presenza del condannato Manenti al vertice del San giovanni di Dio è uno scandalo ed una indecenza.
Se non dovesse dimettersi l’assessore regionale alla sanità Russo ha il dovere di rimuoverlo.
Non solo la condanna di ieri a 4 anni e mezzo di reclusione: Manenti è pure coinvolto nella vicenda dei lavori irregolari del nuovo ospedale.

Ieri il Tribunale di Palermo ha condannato Giancarlo Manenti a quattro anni e mezzo di reclusione, unitamente a Michele Aiello, cioè a colui che è ritenuto il prestanome del boss Bernardo Provengano.
Questa condanna rende la misura colma, Manenti deve andare via dall’Ospedale di Agrigento. La sua permanenza, che già era una indecenza, dopo questa condanna è francamente intollerabile.
E l’assessore regionale alla Sanità, il magistrato Massimo Russo, non può fare finta di niente, a meno di non abdicare da quei valori etici che sinora ha sostenuto essere i suoi criteri di guida per riformare ed amministrare la Sanità siciliana.
Ma vi è di più: non si può far finta di ignorare che Manenti, in questo momento, riveste pure il ruolo di indagato in ordine all’asserito scandalo che riguarderebbe una parte dei lavori realizzati con irregolarità costruttive nel nuovo Ospedale di contrada Consolida. Come può fare Manenti ad essere contestualmente indagato per dette irregolarità costruttive e gestire l’eventuale sequestro di parti dell’Ospedale che la Procura potrebbe disporre?
Conclusivamente, risulta assai singolare come la politica agrigentina, ed in primo luogo chi percepisce indennità parlamentari per svolgere il ruolo di opposizione politica ad Agrigento, su vicende simili sia costantemente “distratto”. Valuterò, se Manenti entro due giorni non andrà via, di portare la questione in Consiglio Comune e far chiedere dal Consiglio Comunale al Presidente della Regione Lombardo ed all’assessore Russo la sua defenestrazione.


Agrigento, 23 maggio 2009
Giuseppe Arnone