Durante la riunione di ieri della Giunta comunale di Agrigento sono stati adottati la relazione previsionale e programmatica e lo schema di bilancio tanto per il corrente anno che per il triennio 2009/2011.
In particolare il bilancio annuale prevede un totale complessivo di circa 89 milioni e 300 mila euro tanto per la parte delle entrate che per la parte delle spese.
Quanto alle prime sono previste entrate tributarie per circa 11 milioni ed extratributarie per circa 3 milioni e mezzo; per trasferimenti dello Stato, della regione e di altri enti pubblici: poco più di 30 milioni; per alienazioni, trasferimenti di capitali e riscossioni di crediti: quasi 14 milioni; per accensioni di prestiti: 14 milioni e 700 mila euro e per servizi per conto terzi quasi 16 milioni.
La parte spese fa invece registrare quasi 49 milioni e 400 mila di spese correnti, oltre 8 milioni per spese in conto capitale, quasi 16 milioni per rimborso di prestiti ed i corrispondenti quasi 16 milioni per servizi per conto terzi.
“E’ un risultato particolarmente soddisfacente – commenta a caldo il sindaco Zambuto – perché si tratta di una proposta di bilancio che prima di tutto consente al Comune di mantenersi all’interno dei parametri del “patto di stabilità” che lo Stato impone e che, come è noto, viene quasi unanimemente contestato perché mortifica l’attività degli enti locali.
E poi siamo riusciti a prevedere il peso del pagamento di alcuni grossi debiti, in modo particolare per quelli relativi all’energia elettrica ed all’acqua che ammontano a circa 6 milioni, a cui faremo fronte nel triennio.
Una nota particolarmente positiva è quella relativa al contenimento della spesa per il personale: nonostante l’applicazione dei vari istituti contrattuali e l’aver mantenuto l’integrazione oraria per tutti i contrattisti, che percepiscono uno stipendio corrispondente ad una prestazione lavorativa di almeno 24 ore settimanali, non abbiamo aumentato la previsione di spesa, in linea con quanto ha richiesto l’occhio vigile della Corte dei conti.
Più in generale siamo riusciti a ridurre le spese correnti passando dai 56 milioni e 500 mila euro dello scorso anno ai 49 milioni e 400 mila del 2009.
Ed infine: mentre lo scorso anno per pignoramenti abbiamo dovuto prevedere ben 13 milioni di euro, quest’anno allo stesso fine abbiamo scritto in bilancio soltanto 1 milione.”
Adesso comincia il percorso dell’approvazione di tali strumenti finanziari da parte del Consiglio comunale; a tal fine la normativa prevede un tempo di poco meno di un mese.

















