“La situazione di Agrigento è molto delicata. Abbiamo già fatto una prima riunione per valutare le azioni necessarie per dare puntuale esecuzione al provvedimento della magistratura e al tempo stesso per creare il minor numero di disagi possibili ai pazienti ricoverati i quali, ancora una volta, sono i primi a scontare gli effetti della cattiva amministrazione del denaro pubblico”.
L’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, si mostra preoccupato dopo avere appreso che il gip Alberto Davico ha disposto il sequestro cautelativo dell’intero complesso ospedaliero San Giovanni Di Dio di Agrigento.
“L’azione della magistratura è doverosa e merita il massimo rispetto – ha aggiunto Russo -. Il provvedimento non ci è stato ancora notificato, lo leggeremo con attenzione riservandoci la possibilità di una valutazione critica anche alla luce delle relazioni del prof. Giuseppe Giambanco, del dipartimento di ingegneria aerospaziale, strutturale e geotecnico dell’Università di Palermo, che l’assessorato ha indicato come l’esperto di cui l’azienda ospedaliera di Agrigento doveva avvalersi per le opportune verifiche strutturali”.
L’assessore Russo ha già tenuto una riunione con il commissario straordinario del San Giovanni Di Dio, Mario Leto, e con i funzionari dell’assessorato per fare una prima ricognizione della situazione e predisporre un piano per il trasferimento dei pazienti negli altri ospedali della provincia di Agrigento o delle province limitrofe.
“La notizia non ci coglie di sorpresa – ha proseguito Russo – da mesi erano in corso indagini che hanno sottolineato lo stato di precarietà della struttura. Purtroppo cominciano a venire al pettine i nodi di una disastrosa gestione, sia per quanto riguarda l’amministrazione di risorse pubbliche che sotto il profilo della qualità dei servizi e delle strutture: non è la prima volta che la sanità siciliana è oggetto di indagini della magistratura, ci sono altre inchieste in corso ed è verosimile che ce ne siano altre in futuro. Questa, purtroppo, è la situazione che abbiamo ereditato, fatta di illegalità diffusa, di spreco di denaro pubblico e di scarsa organizzazione. Stiamo faticosamente portando avanti un radicale cambiamento, applicando le regole con il necessario rigore e facendo in modo che al vertice delle strutture ci siano sempre persone scelte in base alla competenza e ai meriti professionali e non certo per la vicinanza a questo o quel partito politico. Siamo l’unica regione del Sud sottoposta a piano di rientro che non è stata commissariata e questo è accaduto proprio perché la Sicilia è stata in grado, con atti di buon governo, di razionalizzare la spesa. Adesso dobbiamo sviluppare celermente il progetto della riqualificazione del sistema sanitario per dare risposte efficienti al bisogno di salute dei cittadini”.
L’assessore Russo parla anche del progetto di un attento controllo di tutte le strutture ospedaliere dell’isola, molte delle quali sarebbero a rischio sismico secondo quanto emerge da una relazione della Protezione civile.

















