Pubblichiamo una lettera pervenutaci in redazione, sulle disposizioni vigenti ad Agrigento sull’orario di chiusura dei locali pubblici:
Egregio Signor Sindaco di Agrigento sono un organizzatore non che gestore di una locale ad Agrigento, dove si fa attività di intrattenimento e svago notturno, una disco per intenderci. Le scrivo per farle i complimenti per la tempestività che ha avuto nel fare un atto amministrativo che da l `obbligo a noi imprenditori del divertimento di cessare le attività alle ore 02:00, nel rispetto di coloro che devono dormire sogni tranquilli.
Mentre questi rispettabili signori ad oggi dormono beatamente, io da due settimane non riesco più a dormire, e come me mi sa che ci sono altre persone che non riescono a prender sonno, e sono coloro che hanno investito in un esercizio pubblico rivolto, chioschi, pub, winebar, discoteche, creando posti di lavoro e cercando di animare una città che sempre più è in declino.
Sa cos´è che non mi fa dormire pur essendoci un silenzio tombale?
Il pensierosi dover pagare le banche che hanno creduto ad un mio progetto, il pensiero di dover pagare le tasse, il pensiero di dover pagare i miei dipendenti, il pensiero di essere ritornato nella mia città, dopo 13 anni di assenza, ed aver voluto credere che fosse cambiata e scoprire che era solo un utopia, il pensiero che per i giovani qui non c´è futuro, il pensiero a chiunque dica che bisogna cambiare, la risposta è: ” AD AGRIGENTO SIAMO “. A non farmi dormire è soprattutto il pensiero che una perla come la nostra Agrigento sia l´ ultima provincia d´ Italia.
Ora a tutti questi signori che dormono come la bella addormentata nel bosco voglio chiedere, se per favore hanno un posto di lavoro per me e per i miei dipendenti visto che con questa ordinanza non ho nessuna convenienza ad aprire la mia attività, a tutti questi egregi signori che ci amministrano voglio chiedere se sono disposti ad alzarsi un’ ora prima e fare un’ ora di straordinario in più da destinare alla mia banca che di chi deve dormire in pace gliene importa poco.
Mi rammarica il pensiero che in questa città ad essere tutelati sono sempre gli stessi, e per chi ha voglia e grinta di fare, le porte sono sempre chiuse.
Il consiglio che mi sento di dare a tutti coloro che sono emigrati e spesso pensano di tornare ed investire nella nostra città è: state lontani da Agrigento, qui non c´è posto per chi vuole il bene della città, come diceva il grande Antonio De Curtis ( Toto ) : ” Ca sa da Durmi “.
Un gestore di uno dei tanti locali pubblici che si trovano ad Agrigento












