Mi risulta un po’ difficile rispondere ad una persona che preferisce mantenere l’anonimato.
A me piacerebbe guardare negli occhi il mio interlocutore.
Ma, visto che sono tirato in ballo, credo che informare nei modi e con gli strumenti che riesco ad utilizzare, mi risulta anche piacevole.
A prescindere dal fatto che i miei contenuti possono anche avere una loro voluta fisionomia favolistica.
Ricordo che quando Leonardo Sciascia scoprì il talento ed il genio letterario di Gesualdo Bufalino, attraverso la lettura di alcuni scritti che lo scrittore di Comiso teneva in serbo da alcuni decenni, quest’ultimo rivolto al mio più illustre concittadino essendo stato contattato da Sciascia per conto della Casa Editrice Sellerio, della quale ne era il direttore letterario, rispose che non sapeva scrivere così come sapeva scrivere lo scrittore del Giorno della Civetta.
Allora Sciascia di rimando gli rispose: ‘Tu non devi scrivere come so scrivere io, bensì devi scrivere come sai scrivere tu’.
Allo stesso modo, riferisco al nostro amato lettore anonimo, che si preoccupi di leggere come sa leggere lui, anche perché io non gli sto imponendo di leggere come so leggere io.
Intelligenti pauca.
Quello che riusciamo a capire ed a spiegarci è già una gran cosa!
Se non le è gradito il mio modo favolistico di esprimermi, faccia come fece un povero eroe condannato a morte, all’epoca del Risorgimento Italiano, il quale, prima di essere trascinato sul patibolo, lo fecero passare sotto il balcone dove c’erano affacciati i suoi cari.
Si chiamava, Amatore Sciesa.
Il povero condannato a morte non si commosse per niente ed esclamò: ‘tiremm innanz’: Andiamo avanti.
Lei, non ci passi sotto il mio balcone, se non vuole commuoversi.
Se il mio stile non l’affascina, quando vede i miei scritti, sorvoli, oppure tolleri le mie elucubrazioni mentali o se preferisce le mie riflessioni o meditazioni più o meno culturali.
Anche perché sul sito del Comune, comunque troverà il nome dei nuovi dirigenti, non per mia scelta, che avrei potuto anche compiere a prescindere dalla sua sollecitazione, ma per legge.
Infatti ogni fine del mese, per chi non lo sapesse, vengono pubblicati tutti gli atti del comune che recano la mia firma e quella di assessori, consiglieri e funzionari dell’ Ente che rappresento.
E’ ovvio che se Lei, giustamente, da buon cittadino ha la curiosità di sapere i nomi dei nuovi dirigenti, la rimando al sito del Comune, a fine mese.
Cerchi, perché proprio lì potrà soddisfare questa e tante altre curiosità.
Purtroppo io invece, non potendola vedere in faccia, la mia di curiosità difficilmente potrò soddisfarla!
Rimarrò avvinto dall’amletico dubbio e ruminerò come faceva il Don Abbondio dei Promessi Sposi: Carneade, chi era costui!A proposito vuole sapere chi è quel tale in odore di condanna per sua stessa ammissione di colpa?
Si vada a cercare il nome tra le più o meno impolverate carte processuali, riguardanti i tanti martirizzanti casi giudiziari che hanno preceduto questa mia ultima esperienza amministrativa .
Mi verrebbe da dire, caro mister X, arrivederci.
Ma so che forse ciò non mi sarà possibile perché lei si spinge più di me dentro una cripta, visto che non vuole neanche svelare il suo nome!
Come ed a chi invece io devo svelare i miei, di nomi?
Lei si offende se non le posso dire neanche arrivederci!
Visto che non la posso vedere, non nell’accezione siciliana, ‘un ti puozzu vidiri’, cosa vuole che le dica.
Si faccia vedere, possibilmente da uno buono, (trad. in siciliano: fatti vidiri di unu buonu), visto che io non la o ti posso vedere, proprio perché Lei nasconde persino il suo nome.
Come può pretendere chiarezza e cristallinità un soggetto che corrisponde ad un signor nessuno, visto che, senza offese, non saprei come chiamarla!
Ed allora io spero che se ci vediamo, possiamo salutarci con un arrivederci.
Per il momento le o ti posso dire soltanto: ADDIO.Salvatore Petrotto
Sindaco di Racalmuto

















