Il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, è stato sentito ieri dai pm di Caltanissetta e Palermo nell’ambito delle nuove indagini sulla trattativa fra Stato e mafia e sulle stragi del 1992.
Il politico, che all’epoca dei fatti era ministro dell’Interno, ha sollecitato nelle scorse settimane i pm di essere sentito come testimone. I magistrati, come riportano alcuni quotidiani, lo hanno ascoltato a Roma. Mancino avrebbe confermato di non ricordare l’incontro con Borsellino al Viminale pochi giorni prima dell’attentato.
L’atto congiunto delle due procure è stato fatto il giorno dopo la riunione alla procura nazionale antimafia dove hanno partecipato i pm di Palermo, Caltanissetta, Firenze e Milano. Tutti titolari di inchieste che ruotano attorno alle stragi di Falcone e Borsellino e a quelle del 1993.
In questa occasione i pm di Firenze non hanno fornito ai colleghi il verbale di interrogatorio del pentito Gaspare Spatuzza in cui parla del senatore Marcello Dell’Utri e di suoi eventuali contatti con i fratelli stragisti Filippo e Giuseppe Graviano.
I magistrati fiorentini non hanno voluto nemmeno descrivere il contenuto delle dichiarazioni, perchè “coperte dal segreto istruttorio”. In seguito a questa decisione i pm siciliani hanno subito interrogato Spatuzza, per due giorni, al quale è stato chiesto, in particolare, quello che è a sua conoscenza su rapporti mafia e politica.
Fonte Lasicilia













