map_loc_t-1Dopo le scossa di magnitudo 3.9 di ieri mattina tra Caltanissetta e Palermo, questa mattina due eventi di magnitudo 3 e 4.2, rispettivamente alle 7.50 e un minuto dopo, hanno svegliato e portato in strada gli abitanti di diversi paesi dei Nebrodi, tra le province di Messina e Enna. Per gli esperti dell’Ingv i fenomeni nono tra loro collegati.

I due terremoti sono stati violenti e nettamente avvertiti dalle popolazioni della zona epicentrale, creando tensione negli abitanti di Troina, Cesarò e Caronia. “È stata una scossa che sembrava non finire mai: è durata oltre dieci secondi, che sono sembrati infiniti” commenta Angelo che con moglie e due figli a Troina, nell’Ennese, ha trascorso la mattinata in auto in uno spiazzo “perchè non si sa mai”. Ma i due eventi seppure di grande energia, in particolar modo il secondo, secondo le ricognizioni della Protezione civile regionale, non hanno creato danni a cose o persone, a parte la paura.


A tremare è stata la faglia sismica che attraversa i Nebrodi, nella zona nord-orientale della Sicilia. Il primo evento, secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania, ha avuto un ipocentro a 4,1 chilometri di profondità, mentre il secondo a 21,9 chilometri. La differenza di profondità e la vicinanza tra i due terremoti ha fatto sembrare agli abitanti delle zone interessate che fosse un solo evento e la sensazione che fosse un “evento che sembrava non finire mai”.

Dopo le scosse la Protezione civile regionale ha avviato i controlli di rito e in particolare ha monitorato la diga dell’Ancipa, un invaso artificiale nell’Ennese che si trova nell’epicentro del sisma, tra Troina e Cerami, e che approvvigiona diversi Comuni tra le province di Enna, Caltanissetta e Catania. Ma non sono state riscontrate alterazioni.

Un altro sisma di notevole energia, era stato avvertito ieri in Sicilia: un terremoto di magnitudo 3.9 è stato registrato alle 08.10 tra le province di Caltanissetta e Palermo, con epicentro tra Vallelunga Pratameno, Villalba e Valledolmo. Non si sono registrati danni a cose o persone. Gli esperti escludono che i due eventi siano tra loro collegati.

Così come non mettono in relazione la ripresa dell’attività stromboliana da una frattura del cratere di Sud-Est che è tornato in attività la sera di venerdì scorso a quattro mesi esatti dalla conclusione dell’ultima eruzione.

Fonte lasicilia