armao3PALERMO – L’assessore alla Presidenza, Gaetano Armao, ha presentato il regolamento del fondo di quiescenza del personale della Regione Siciliana che verrà inviato al Consiglio di giustizia amministrativa (Cga) per il parere di rito.
Il fondo di quiescenza è stato istituito con la legge n. 6 (articolo 15) approvata dall’Ars il 14 maggio di quest’anno. E’ un ente pubblico non economico dotato di autonomia patrimoniale, finanziaria, gestionale, amministrativa e contabile.
Con l’istituzione del fondo di quiescenza la Regione pone fine a un’anomalia, ovvero al pagamento delle pensioni degli ex dipendenti con i fondi del bilancio regionale.
Il fondo assumerà la titolarità di tutti i rapporti attivi e passivi, processuali e sostanziali in materia di trattamenti di pensione e indennità di buonuscita che, alla data della sua costituzione, facevano capo all’amministrazione regionale. Con questo strumento verranno assicurati i trattamenti previdenziali relativi a pensioni dirette, indirette e di reversibilità e gli assegni integrativi nei casi e nelle misure previste dalla legge. Il fondo provvederà, inoltre, alla gestione delle posizioni assicurative, all’adozione dei relativi provvedimenti (riscatto, ricongiunzione, totalizzazione, costituzione di posizione assicurativa) e ai rapporti con gli enti previdenziali.
Prevista pure la gestione amministrativa e contabile dei trattamenti di pensione, anche integrativi e sostitutivi. Con oneri a carico della Regione, il fondo provvede alla gestione amministrativa e contabile, alla liquidazione e all’erogazione delle indennità di buonuscita o Tfs del personale.
Il fondo verrà sottoposto alla vigilanza e alla tutela dell’assessorato regionale alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica.
Gli organi del fondo sono cinque:
1) il presidente;
2) il consiglio di amministrazione;
3) il consiglio di indirizzo e di vigilanza;
4) il collegio dei revisori de conti;
5) il direttore del fondo.

Il presidente del fondo verrà nominato dal presidente della Regione previa delibera della giunta regionale. Il consiglio di amministrazione verrà nominato dal presidente della Regione su proposta dell’assessore alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica. Analogo procedimento verrà seguito per il consiglio di indirizzo e vigilanza. Al collegio dei revisori spetterà il compito di verificare la regolarità amministrativa e contabile del fondo. Il direttore, scelto tra i dirigenti regionali in servizio, verrà nominato con decreto del presidente della Regione, su designazione del consiglio di amministrazione.
Il regolamento prevede inoltre la figura del Garante per l’erogazione delle prestazioni del fondo di quiescenza. Il Garante, sulla base di segnalazioni inoltrate per iscritto dai soggetti interessati, rivolge richieste di chiarimenti agli uffici, che dovranno rispondere entro trenta giorni. Anche il Garante verrà nominato dal presidente della Regione su proposta dell’assessore alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica.
La filosofia è quella di non eccedere con il numero dei componenti degli organi al fine di contenere il più possibile le spese dell’ente. Si tratterà di un passaggio necessariamente graduale che dovrà essere attuato senza conseguenze negative per le finanze regionali.
La dotazione e le entrate del fondo verranno gestite separatamente con contabilità distinte.
Verranno individuati gli immobili che, con apposito decreto del presidente della Regione, verranno trasferiti al fondo di quiescenza. La dotazione non dovrà essere inferiore a quella necessaria a garantire l’equilibrio economico, finanziario e patrimoniale del fondo. Le disponibilità finanziarie che eccedono le normali necessità dello stesso fondo verranno investite in operazioni a capitale garantito.
Ai servizi del fondo di quiescenza si provvederà con personale di ruolo dell’amministrazione regionale collocato in posizione di distacco. Gli oneri del personale restano a carico della Regione. La dotazione organica iniziale viene stabilita in cento dipendenti.
Attualmente, il numero di pensionati regionali è pari a circa 15 mila unità. Il costo, che è a carico del bilancio della Regione, ammonta a circa 500 milioni di euro all’anno.
Il passaggio dal pagamento delle pensioni con i fondi del bilancio regionale al pagamento tramite il nuovo fondo pensioni sarà graduale. Questo per assicurare al fondo l’autonomia finanziaria.
E’ stato stabilito che i dipendenti in servizio presso gli uffici della Regione assunti dopo il 1986 (circa 3 mila e 500 unità) e i regionali già in pensione assunti sempre dopo il 1986 (circa 500 unità) passeranno subito a carico del Fondo pensioni.
Il fondo comincerà a gestire subito i contributi dei circa 3 mila e 500 dipendenti assunti dopo il 1986 ancora in servizio, e inizierà a pagare le pensioni ai circa 500 ex dipendenti regionali in pensione (il riferimento è ai già citati ex dipendenti che erano stati assunti dopo il 1986).
Tutti gli altri pensionati resteranno a carico del bilancio della Regione fino ad esaurimento.


Giulio Ambrosetti