mattina-tre-sorgentiRiceviamo e pubblichiamo in versione integrale quanto inviatoci dal Consorzio Acquedotto Tre Sorgenti nelle persona del Presidente Avv. Mattina.

E’ chiaro che come siamo soliti agire in questi casi, che eventuali soggetti che si sentono chiamati in causa dalla missiva, avranno diritto di replica all’interno di questa testata.


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Con riferimento alla vicenda che nelle scorse settimane ha coinvolto anche il Consorzio Tre sorgenti rispetto alla presenza di sostanze inquinanti nelle risorse idriche distribuite ai cittadini di Canicattì, si rassegnano le seguenti considerazioni.

Appare preliminarmente opportuno richiamare e trascrivere il contenuto di un’intervista rilasciata, nei giorni scorsi, dal Sindaco di Canicattì, Corbo Vincenzo e da un funzionario dell’Azienda sanitaria provinciale, Salvatore Cuffarro:

“Giornalista – Nella riunione che si e svolta stamattina con il Prefetto di Agrigento, e tutti i sindaci della Provincia si è appurato che il manganese non è una sostanza tossica,

Cuffaro – Non solo non è tossica ma è anche una sostanza necessaria per l’equilibrio dell’organismo, per cui praticamente l’ASP non ha mai parlato o detto che l’acqua è tossica se no avremmo bloccato la distribuzione dell’acqua, abbiamo solo parlato di un problema legato alla qualità dell’acqua e in particolare la torbidità che è stata presente in determinati periodi e la presenza di manganese oltre i limiti suggeriti , non obbligatori, ha dato a noi la responsabilità di consigliare i Sindaci di non utilizzare quest’acqua se non per la distribuzione ordinaria ma non per scopi … per ingerirla non perché fosse pericoloso il manganese, ma perché la torbidità poteva presupporre la presenza di altre situazioni che noi abbiamo appurato non esistono, tanto è vero che in data odierna avendo controllato tutte le situazioni che in tutta la provincia stiamo consigliando tutti Sindaci di revocare le ordinanze e domani mattina presenteremo un comunicato stampa per spiegare cosa è successo in questo mese e che non c’è stato mai pericolo per la salute del consumatore perché tutte le volte che nel corso degli anni si è verificato un minimo pericolo per il consumatore siamo noi stessi ad intervenire per il blocco e la non la distribuzione dell’acqua.

Giornalista – Sindaco finalmente i cittadini possono stare tranquilli in merito all’acqua.

Sindaco Corbo – Allora già io avevo già rassicurato la cittadinanza anche perché ha voluto speculare perché ha cavalcato questa tigre però non so a che cosa poteva portare, ha portato solo ed esclusivamente ad un procurato allarme che ho evidenziato più di una volta, ciò significa che il sottoscritto aveva ragione di tutto ciò che in atto diceva l’amministrazione comunale sono convinto che ora tutto quello che verrà detto da parte non da me ma dai tecnici che già in questo incontro oggi avuto qua in prefettura un incontro molto tecnico però molto produttivo, ha portato a risolvere definitivamente il problema perché problema non era perché il discorso del manganese l’ha spiegato sono convinto il dottore Cuffaro che è responsabile del compartimento del SIAN di Agrigento dell’ASP, ciò significa che in questo momento, veramente noi abbiamo fatto passare un messaggio molto molto negativo all’utenza e questo ha portato a creare allarme che questo allarme dico non c’era.

Giornalista – Quindi adesso la sua ordinanza sarà ritolta

Sindaco Corbo – allora già io aspetto già stamattina stesso che arriva la nota da parte della dottoressa Rinaldo che è la responsabile del Sian del Comune di Canicattì del Comune di Naro e del Comune di Calastra al momento in cui mi arriva questa nota stamattina stesso andrò a revocare quell’ordinanza anche perché quell’ordinanza non avrà motivo più di esistere per cui è giusto che io metta nelle more nelle condizioni di nuovo che l’acqua possa ritornare come prima era, non solo per dire non potabile ma l’acqua è stata sempre potabile però nel momento in cui io ho avuto una nota da parte dell’ASP il 29 di ott. non potevo che attenermi a quella disposizione io l’ho voluto fare anche per tranquillizzare maggiormente per salvaguardare l’utenza e salvaguardare i cittadini”.

Corollario del dire di Cuffaro e del Sindaco Corbo.

a) L’acqua presentava un tasso di manganese (ritenuto dal Cuffaro curativo o terapeutico) poco più al di sopra della norma e quindi nulla di allarmante;
b) oltre al manganese l’A.S.P. aveva rilevato un tasso di torbidità;
c) la presenza di torbidità è oggi una novità assoluta rispetto a prima;
d) le analisi dell’ASP avevano quindi rilevato presenza di torbidità;
e) la documentazione ufficiale a sostegno delle Ordinanze Sindacali del Comune di Canicattì non fa richiamo alcuno alla torbidita;
f) l’Ordinanza Sindacale è stata emanata sulla scorta delle analisi di laboratorio effettuate dall’A.S.P.;

E’ logico allora dedurne:

1. o che l’A.S.P. ha tenuto nascosto al Sindaco Corbo della presenza di torbidità;
2. o che anche il Sindaco Corbo ne fosse a conoscenza e però ha nascosto la presenza di torbidità;
3. ovvero ancora che l’A.S.P. abbia fatto scambio di acqua (aliud pro alio: altra acqua) ove non vi poteva essere alcuna torbidità;
4. ai cittadini di Canicattì è stato vietato l’uso dell’acqua per fini potabili per la presenza di manganese per la potabilità o per entrambi, manganese e torbidita.

A conclusione:

• sono false le analisi di laboratorio A.S.P. nonostante avessero accertato la presenza di torbidità;
• O l’acqua dell’A.S.P. analizzata non era acqua proveniente dall’invaso Fanaco;
• O che il Sindaco Corbo e l’Amministrazione di Canicattì erano all’oscuro o a conoscenza di tutto.

Nel primo e nel secondo caso ricorre la consumazione o del mendace o dell’imperizia, o della negligenza e dell’imprudenza; nel terzo e quarto caso la responsabilità del sindaco di Canicattì ovvero la sua presa in giro.

Si rappresenta pertanto alla pubblica opinione.

Una istituzione sanitaria o dedita all’imbroglio ed al falso o sprovveduta, pericolosa ed inaffidabile per la difesa e tutela della pubblica salute. Un Sindaco o compiacente o connivente o corresponsabile o inadeguato ed incapace di svolgere istituzionalmente le funzioni di ufficiale di governo in materia di igiene e sanità pubblica nel territorio ove risiedono i propri cittadini-amministrati di Canicattì.

Se il tutto, viene assemblato e compulsato con il comportamento tenuto dallo stesso Sindaco Corbo il 14 e 15 novembre 2009, risulta alla evidenza il pervicace disegno di calunniare altri a sua discolpa usando come espediente tecnico e veicolo tattico la sua consapevole già antecedente conoscenza della presenza di torbidità nell’acqua veicolata in entrata nel partitore Tre Sorgenti, situato in Contrada Montagna in agro di Canicattì, incrostato di scorie e torbidità dall’acqua sino a poco prima in transito nel partitore medesimo.

Se, poi, l’acqua “torbida” era quella della sua Ordinanza, dell’ASP, di Siciliacque e del gestore Girgenti Acque e non se ne avvidero, perché privi delle più elementari nozioni in parte qua è un’altra cosa e non li libera, però, da responsabilità, anzi l’aggrava, perché oltre ad incorrere ai rigori della legge penale li espone al severo esame della gente che non fa sconti a nessuno, quando si tratta, “di salute” e che inesorabilmente li mette con le spalle al muro di fronte a tre semplici ed elementari alternative:

• o correi
• o sprovveduti e maldestri
• o entrambi.

Che le forze dell’ordine operanti in Canicattì, Carabinieri e Polizia di Stato, (omettendo volutamente di indicare le persone fisiche a rispettivo comando e direzione, per ossequiosa doverosa e rispettosa riservatezza, e non per piaggeria), ai quali va comunque, sin d’ora, da parte mia, riconosciuta tutta la incondizionata stima per la sobrietà, eleganza, rigore, serietà, professionalità e fedeltà allo Stato, alle Istituzioni ed alle loro funzioni, al senso di servizio e delle istituzioni, dimostrato in dipendenza del loro quotidiano intervento, impegno ed interessamento, quand’anche abbiano potuto prudenzialmente, ma sempre lealmente, nutrire legittimo dubbio circa le esternazioni del Tre Sorgenti e del suo Presidente, a cagione delle informazioni ricevute e veicolate ad arte da altri soggetti ed istituzioni all’apparenza ben più autorevoli, sì da avviare ed orientare il loro impegno investigativo verso il Tre Sorgenti, è circostanza irrilevante, ove sia mai avvenuta, se vista, come da io che scrivo, in un’ottica né complottistica, né persecutoria, né preconcetta, né punitiva, bensì solamente casuale.

Che gli investigatori abbiano doverosamente fatto rapporto delle informazioni probatorie loro raccolte, con nome e cognome dei soggetti che a vario titolo, hanno impegnato le loro attività di indagine, è fuori discussione, come, parimenti, non può revocarsi in dubbio che l’adita magistratura inquirente avvierà le obbligatorie determinazioni prescritte dal codice di rito penale.

La consapevolezza però che le esigenze del procedimento penale, secondo una lettura costituzionalmente orientata dell’art. 111, impegnano un lasso di tempo che, quand’anche il più breve possibile, non consente nell’immediato, l’allontanamento, o la sospensione cautelare di amministratori, dirigenti, presidenti, dipendenti pubblici e soggetti privati, ovvero la loro inibizione all’agire, che quotidianamente sono chiamati per la carica, per la funzione, per le mansioni per dovere d’ufficio, a dispiegare atti di rilevanza esterna in settori di particolare e delicatissima importanza vitale nel campo della civica “salute”, con evidente ricaduta e riverbero nell’ordinato vivere civile, e che, in via esemplificativa, viene definito ” Ordine Pubblico”.

La cattiva informazione, la marchiana, goffa e grossolana autodifesa, la pubblica discolpa affidate a dichiarazioni, diffuse a mezzo stampa scritta e televisiva, da parte di alcuni attori della vicenda che ci occupa, intercalate da mezze timide ammissioni, sono recapitate ai cittadini-utenti non come “Tranquillità”, bensì quale maggiore incredulità, sfiducia ed allarme, oltremodo accresciuti dalla improvvisata e nociva loro apparizione televisiva e dal lessico adoperato su impulso delle loro rispettive menti.

Le affermazioni di Cuffaro (ASP) e Corbo (sindaco di Cancattì) la cui comprensione si rinvia all’ascolto delle bobine registrate dalla emittente locale privata TV Europa, sono, nella loro sequenza logico discorsiva, di una gravità tale che, ove ne avessero avuto preventiva, seppure minima, percezione e contezza, si sarebbero consigliati di consegnarsi al silenzio assoluto.

L’aver solamente il due e tre Dicembre fatto riferimento, sebbene in maniera velata e reticente, alla presenza di “TORBIDITA’ ” nell’acqua somministrata ai cittadini di Canicattì ed ai cittadini di altri centri, certifica la giustezza delle posizioni assunte in Consiglio dai Signori La Licata, Cilia, e Vaccaro, mi scusino altri se non li menziono, ma non conosco le loro esatte generalità, e la completa e totale inaffidabilità ed inadeguatezza istituzionale e professionale di Cuffaro e Corbo, dei quali, per vero, nessuno, in via riservata, nutriva dubbi di sorta, ed al cospetto dei quali gli agrigentini più informati sono sempre corsi ai ripari.

E’ stato, quindi, come sfondare una porta aperta.

Questa volta, hanno però, avuto l’ardire di pretendere di essere ascoltati e visti in televisione, con la esiziale conseguenza di avere ingenerato nella pubblica opinione non il sospetto, l’interrogativo, il dubbio, ma la matematica certezza che “per oltre due mesi” la loro vita e quella dei loro figli era nelle mani di Cuffaro, Corbo, Siciliacque e Giuffrida.

Il Sindaco Corbo fa politica e mi astengo da ogni considerazione sulla persona.

Cuffaro, laureato in “Veterinaria” nel suo curriculum vitae studiorum non pare figuri altro se non che è cugino dell’onorevole Salvatore Cuffaro.

Giuffrida è quello che il signor Presidente della provincia prof. Eugenio D’Orsi, in poche battute, identifica e descrive (cfr quotidiano La Sicilia edizione 01/12/2009).

Siciliacque, devo darne atto, in questa vicenda c’entra poco o niente, anzi, a volere essere più precisi e onesti, ha ricevuto e continua a ricevere dal Giuffrida, ogni giorno, danno, per via dell’acqua che, responsabilmente, come il Tre Sorgenti, fornisce al primo che, però non paga.

Se inoltre, Girgenti Acque, Voltano s.p.a. e tutti i Sindaci del Voltano più quattro o cinque Sindaci del Consorzio Tre Sorgenti sono tutti della stessa area politica, a Palermo in discordia e ad Agrigento sodali, cui non manca, tanto per rendere più saporita la minestra, la presenza di qualche deputato della sinistra nativo di Raffadali, il tutto porta a concludere che il futuro è gravido di insidie, non tanto per la tasca, almeno per quanto sono chiamato a gridare pubblicamente, ma per la salute di tutti i cittadini.

Per “la tasca” c’è sempre tempo, è nulla rispetto all’art. 32 della Costituzione, la tasca, trova albergo nel codice penale, la salute nella carta fondamentale.

Al coro si sottrae solo il Presidente D’Orsi che, conosco da anni, e, se appartiene a qualche formazione politica ha sempre anteposto alla politica e ai partiti il preminente interesse della cosa pubblica.

Prima le Istituzioni e poi tutto il resto.

Se, infine, si ha anche la pretesa di ricevere il bollo dal Governo, il quale, anche per sola mera incuria, supponenza, insofferenza, diffidenza, senza volere rivelare altri particolari meno nobili è più di sicuro cattivo gusto, di assecondare e consentire loro l’indebita spendita del nome, ed allora l’urgenza nell’intervenire anche a colpi di scure, è il solo imperativo categorico delle Istituzioni rivolto alle Istituzioni.

O, tutti i primi tirati in ballo hanno ragione circa

1. la “torbidità” dell’acqua;
2. la legittimità dei loro provvedimenti prodromici e conclusivi della gara di appalto per l’affidamento della gestione del servizio idrico integrato della provincia di Agrigento;
3. la validità, sotto il profilo pubblicistico, civilistico e criminale della convenzione e del contrattto stipulato dall’Ato idrico di Agrigento e del gestore del servizio Girgenti Acque, in persona del suo amministratore unico, geom. Giuffrida;
4. la veridicità dei bilanci Voltano s.p.a, della Acoset s.p.a., e della Girgenti acque s.p.a,;
5. la solidità ed affidabilità economica finanziaria e professionalità del gestore;
6. la professionalità del veterinario Cuffaro (Dirigente asp);
7. la validità del giuramento a suo tempo prestato dal Sindaco Corbo all’atto del suo insediamento;
8. il ruolo dell’ing. Puccio Ignazio presso l’Agenzia regionale per le acque, dei Revisori dei conti e del collegio dei Sindaci della Voltano s.p.a e dei commercialisti oggi Assessori regionali;
9. la validità ed efficacia, ove mai rilasciate, delle concessioni per l’adduzione dell’acqua, asseritamene intestate al Consorzio Voltano ed all’Eas;
10. la capacità di lettura degli avvenimenti, coordinamento e convincimento di chi periodicamente incontra, perché convocati o per loro richiesta, i sindaci dell’agrigentino, su una materia, che sino a quando non invade l’area di significanza dell’ordine pubblico, è sottratta per legge alla propria sfera di competenza istituzionale, e quindi

Hanno agito bene

ed allora chi avversa per iscritto loro, e quindi le Istituzioni, va, prima rimosso, poi cacciato, poi, ancora, processato ed infine condannato.

Ovvero, hanno agito male ed hanno errato

ed allora vanno, quantomeno, licenziati, rimossi, trasferiti, o ritenuti inadempienti ex contractu e, in quest’ultimo caso procedere, nelle more del nuovo incanto ad affidare il servizio idrico integrato ad altri meno roboanti ma più modesti ed affidabili imprenditori.

Le superiori considerazioni e riflessioni investono settori nevralgici e sensibili della società civile e delle istituzioni repubblicane che, se non fossero anche condivisi da segmenti, ancorché minoritari, delle istituzioni meriterebbero di essere licenziati, siccome peregrini e calunniosi, pretendono, invece, una immediata e risolutiva risposta.

Quale mezzo al fine ritengo conclusivamente necessario l’avvio o l’istituzione di una commissione di indagine, di visite ispettive, di tavoli di confronti tecnici, che in seduta permanente in contradditorio libero leale e severo, affidino il loro imparziale convincimento e giudizio a conclusioni scritte, proponendo e segnalando, in esito, le comminatorie di legge meglio loro viste nei confronti di coloro le cui condotte, omissive o di semplice connivenza abbiano per dolo, o colpa lieve o lievissima in violazione di norme di legge o regolamenti, o di natura etica o morale, arrecato pregiudizio e nocumento alle Istituzioni, alle pubbliche amministrazioni, agli enti locali, ai semplici cittadini, nel richiedere in regime di monopolio un servizio a domanda individuale, quale quello idrico potabile.

Con ogni riguardo
Canicattì 03 dicembre 2009.

Il Presidente del Consorzio Tre Sorgenti
Avv. Calogero Mattina