petrotto-sin-racalmutoIn questi giorni sembra essersi riaperto un dibattito tra i due comuni che distano appena tre chilometri, vale a dire Racalmuto da una parte e Grotte dall’altra.
Tutto nasce dall’ultima seduta del consiglio comunale di Racalmuto, dove all’unanimità è stata votata la delibera riguardante l’estensione del trasporto urbano tra Grotte e Racalmuto, oltre che la razionalizzazione dei servizi di trasporto per i diversamente abili.
«E’ veramente importante che per la prima volta, nella storia dei due paesi confinanti – ha dichiarato a caldo il sindaco Salvatore Petrotto – si va verso la direzione della gestione integrata dei servizi locali, attingendo, tra l’altro, a dei fondi regionali destinati ai comuni che decidono di interagire tra di loro, creando le opportune sinergie previste dalle vigenti leggi».
Ma il primo cittadino racalmutese non si ferma qui, perché subito dopo lancia un’ulteriore proposta: «un referendum per costituire un unico Comune, con tutti i vantaggi che ne deriverebbero. Non possiamo continuare ad andare avanti divisi, quando in realtà siamo uniti in tutto, dai matrimoni, agli affari, alla cultura ed in ogni attività sociale. I campanilismi spesso ingenerano sterili ed improduttive contrapposizioni e quindi tanta povertà. Si può rilanciare prepotentemente una realtà geo-politico-economica, unendoci, Racalmutesi e Grottesi, per un unico grande obiettivo, un autentico futuro fatto di reale sviluppo socio-economico».
Questa, in estrema sintesi, è la proposta del sindaco di Racalmuto Petrotto.
Ma dall’altro comune Lillo Chiarenza, un tecnico di Grotte, chiarisce in che cosa consisterebbe l’eventuale rettifica dei confini richiesta dal comune di Grotte, ai danni del confinante comune di Racalmuto.
«L’assessorato competente Regionale con il suo Decreto del 30 novembre dell’anno scorso – dichiara Chiarenza- con la sua interpretazione, in pratica ha già deciso che la rettifica non si farà e il Referendum di tipo bulgaro sarà inutile e uno spreco di denaro pubblico, salvo sorprese. In pratica voterà tutta la popolazione di Racalmuto e tutta quella di Grotte. E’ ovvio che il pesce grosso (Racalmuto è più popoloso) mangerà il piccolo».
In pratica, secondo Chiarenza, la proposta di Racalmuto sarebbe finalizzato a inghiottire Grotte annullandone la storia e le tradizioni quindi, se parlasse a nome del suo paese, la risposta all’offerta di Petrotto sarebbe negativa.