Un altro schiaffo sonoro per l’immagine di Canicattì. L’ultimo numero di Panorama, è uscito con un allegato sulle manifestazioni della Sicilia. “La Sicilia degli Eventi 2010”, così si chiama l’opuscolo, calendarizza, da gennaio a dicembre, gli appuntamenti folkloristici, sportivi, religiosi, tradizionali, artistici dell’Isola, dai più noti come Taormina Arte o il Cous Cous Fest di San Vito, ai meno famosi come il Festival dei Due Mari di Tindari o la Madonna delle Milizie di Scicli.
Ogni manifestazione cita a margine l’organizzazione che si occupa della sua realizzazione e i contatti, rappresentando anche un riferimento preciso per promuovere anche l’indotto fatto di strutture ricettive ed enogastronomiche. Di Canicattì nessuna traccia: né dell’imminente Carnevale, che così rischia di diventare una festa solo per pochi intimi, né della Sagra dell’Uva, nonostante il frutto si fregi dell’Indicazione Geografica Protetta, né de Li Tri Re, una ricorrenza più unica che rara in Sicilia, da qualche anno sempre più lasciata in balìa dei giovani non più giovani di Borgalino, motivati solo dalla storica tradizione in sé. Canicattì così si riconferma la cugina povera dei circuiti turistici e la cenerentola della politica regionale. Per il Carnevale abbiamo sottolineato come un sindaco del Mpa non sia stato considerato da un presidente della Provincia sempre del Mpa e da un presidente della Regione, oggi più che mai autonomista. Forse l’unica autonomia è quella dai legami partitici. Stavolta mettiamo sotto accusa quella frangia del Popolo della Libertà che vanta un assessore allo sport al Comune di Canicattì e che fa sedere in Consiglio Comunale uno dei suoi più rampanti esponenti. Insomma i figliocci di Nino Strano, considerato che alle ultime elezioni europee lo hanno sostenuto invano e che da assessore regionale al Turismo e Sport, promotore de La Sicilia degli Eventi 2010, ha snobbato le manifestazioni canicattinesi, gettando alle ortiche anni di storia. L’opuscolo infatti, non si basa su chissà quali criteri per citare una ricorrenza rispetto ad un’altra. Anche così comunque Canicattì non avrebbe avuto difficoltà a primeggiare perché delle feste cittadine hanno scritto illustri studiosi come Pitrè o Di Martino.
Tuttavia le nascoste lettere I.P. riportate per legge sulla copertina esterna dell’allegato di Panorama, stanno per Informazione Pubblicitaria, dunque era tutta una questione di discrezione politica. Peccato. Un’altra occasione persa per una città ancora a caccia di giustizia.












