La chiesa sconsacrata della Badia, nel centro storico di Canicattì, rischia di crollare.
Lo hanno stabilito i tecnici del Comune e dei vigili del fuoco la cui relazione ha convinto il sindaco Vincenzo Corbo ad adottare un’ordinanza di delimitazione e chiusura della zona limitrofa alla chiesa, la cui altezza è di 20 metri.
L’ordinanza, già operativa, segue di poche ore la conclusione delle riprese del film “La scomparsa di Patò” che aveva utilizzato la chiesa, decorata da stucchi del Serpotta, come location per girare alcune scene.
Voluta da Giacomo Bonanno Crisafi, che nel 1663 diede inizio alla costruzione della Badia, di cui prima badessa fu una sua zia paterna.
Sul prospetto della Badia il duca volle che vi fosse scolpito lo stemma della sua famiglia.
L’alone di mistero che circondava la clausura del monastero faceva sbizzarrire la fantasia popolare. Si racconta in particolare di un tentativo di incursione fatto dal celebre bandito Antonino Di Blasi da Pietraperzia, detto Testalonga, terrore della Sicilia. Così ne parla il prof. C.A.Sacheli : “Il bandito tentava di entrare nella chiesa per penetrare nell’attigua ricca badia delle monache benedettine. Atterrata una porta laterale, vide pararglisi innanzi un vecchio venerando dalla lunga barba bianca, il quale col pastorale gli vietava l’ingresso: era San Benedetto, e la badia fu salva”.
(fonti storiche e foto: solfano.it)












