Non è bastato neanche l’affiancamento dell’assessore regionale Michele Cimino, al sindaco di Campobello di Licata per tornare soddisfatto dalla sua missione romana. Dopo l’eclatante protesta di Michele Termini che ha chiuso le porte del municipio e indossato la fascia tricolore listata a lutto, il primo cittadino è riuscito ad essere ricevuto dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. L’autore della controversa manovra finanziaria ha assicurato che porrà la sua attenzione all’ente, ma in concreto nessun impegno. Dopo l’amministrazione della terna commissariale seguita allo scioglimento per infiltrazioni mafiose che ha potuto operare senza vincoli finanziari, ma anzi con aiuti economici, adesso il Comune di Campobello di Licata si trova a dover fare letteralmente i conti con il patto di stabilità. Non meno preoccupante è il futuro che attende la pianta organica dopo il probabile licenziamento dei precari dell’area socialmente utile. Termini così continua la sua protesta e rilancia. Tornato dalla capitale, il primo cittadino questa mattina è stato convocato a Palermo dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani. Assieme ai colleghi sindaci, si sta pianificando una piattaforma di protesta per cercare di ottenere le rivendicazioni dal Governo Centrale. Proprio il capo dell’amministrazione comunale di Campobello ha proposto più forme di disobbedienza istituzionale. Intanto Termini chiede agli enti locali siciliani di congelare l’iter dei bilanci di previsione in scadenza: le giunte non dovranno deliberare il documento contabile, mentre se già l’hanno fatto, dovranno evitare di portarlo in Consiglio Comunale. Insomma, snaturato dal suo indirizzo politico, il bilancio non ha ragion d’essere. Guerra dichiarata anche ai parlamentari nazionali eletti in Sicilia: a loro viene chiesto di non votare la finanziaria.