Su 147 mila, quanti sono i pensionati in provincia di Agrigento, ben 60 mila hanno ricevuto, da parte dell’INPS, una notifica rivendicante la restituzione di somme indebitamente percepite con l’assegno mensile di pensione.

Questo sindacato di Agrigento, come ricorderà il cittadino, ha protestato per il differente trattamento riservato dal Governo ai miliardari evasori da una parte e dall’altra alle magre pensioni di ex lavoratori ed invalidi, avendo concesso ai primi uno scudo fiscale del 5%, mentre dai secondi ha preteso la intera restituzione degli indebiti : cioè di quelle somme erogate dall’INPS per un suo errore, per errata denunzia dei redditi, per mancate comunicazioni di variazione reddituale, o per malafede come quella degli esportatori di capitali all’estero con simmetrica evasione.


Lo SPI provinciale ha interessato il sindacato nazionale che ha posto il problema al Ministro del lavoro, ottenendo non uno “scudo o una sanatoria” ma la verifica dei singoli casi, così come confermato, tra l’altro, dalla Società AUDIT di Roma, venuta in visita ispettiva in Agrigento, tanto che l’INPS ha dovuto mettere su una squadra di operatori per dare esecuzione ai nuovi accertamenti.

A questo positivo risultato parziale ne va aggiunto un altro e riguarda la modalità di recupero degli indebiti che risulta affidato alla Società EQUITALIA, operativa per il rientro dei crediti fiscali, contributivi ed indebiti, riguardate, anche, aziende ed imprese.

La Finanziaria ne parla specificatamente ed è frutto dell’intervento sindacale nazionale se l’INPS è pervenuto ad un “concordato” che prevede un Piano di Ammortamento dei CREDITI – INDEBITI in 24 mesi ed oltre per chi negozia uno scaglionamento più lungo.

Ma c’è in agguato una data : quella del 31 dicembre, dentro la quale va compiuto l’atto interruttivo individuale per “stoppare” le procedure di recupero attraverso cartelle esattoriali, ganasce fiscali, decurtazione autoritaria delle pensioni, ipoteche sulla casa, ecc, che saranno attivate dal primo gennaio 2011.

Quindi bisogna utilizzare lo “spiraglio” che si è aperto, presentando all’INPS l’atto interruttivo e la richiesta di rateizzazione dell’accertato debito.

Per farlo sono disponibili la rete dei servizi del Patronato INCA e la rete del volontariato sindacale dello SPI che forniranno le informazioni ed il relativo modello precompilato.

Questo sindacato si augura che il Comitato Provinciale dell’INPS ed il suo Presidente sensibilizzi gli apparati dell’Istituto per questa operazione che, comunque, colpisce i pensionati dopo avere “perdonato” i grandi evasori.