L’ Associazione Sicilia Eventi organizza la Mostra la realtà mineraria siciliana a Favara finanziato dalla Regione Siciliana Assessorato dei Beni Culturali e della Identità Siciliana

L’attività estrattiva dello zolfo ha segnato gli ultimi due secoli della storia siciliana. Nel momento di massimo sviluppo, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, il settore contava quarantamila addetti e contribuiva all’estrazione del novanta per cento della produzione mondiale. Successivamente iniziò la crisi che portò alla completa cessazione dell’attività. Il Comune di Favara ha perseguito per anni l’obiettivo di preservare e valorizzare il patrimonio culturale storicamente legato a questo genere di lavoro.


Il comune di Favara vanta una tradizione mineraria che per anni ha caratterizzato la vita economica e sociale di questa località ed ancora oggi lascia segni nel loro territorio e nella memoria collettiva.

La miniera è stata per lunghi anni centro propulsore dell’economia locale, luogo dove uomini e giovani ragazzi trovavano impiego sopportando turni di lavoro massacranti ed in condizioni disumane nei meandri delle gallerie che si snodano a decine e decine di metri di profondità, spesso in condizioni rischiose per la loro stessa incolumità.

La sede degli antichi forni fusori è lo scenario più significativo per accogliere le testimonianze della realtà mineraria siciliana.

La mostra, articolata per sezioni tematiche, farà ripercorrere la storia delle miniere di zolfo agrigentini, l’arte e l’ingegno dei suoi minatori, le tradizioni nate da questa attività.

È la prima importante tappa di una strada volta alla condivisione di un passato che unisce la comunità favarese alle tante realtà minerarie d’Italia e d’Europa.

La mostra su “La realtà mineraria siciliana a Favara” è divisa per sezioni. In particolare, il percorso espositivo è composto da dieci panelli fotografici, con particolare riferimento al progetto di parco geo-minerario ed alla volontà, manifestata da ogni soggetto interessato, di chiedere all’UNESCO l’inserimento di tale area nell’elenco dei luoghi tutelati, quali Patrimonio dell’Umanità. La mostra in oggetto e prevista dal 20 al 30 settembre 2010 presso il castello Chiaramonte.