“Esprimere l’inesprimibile”, riuscire a toccare le corde del cuore, sentire l’anima e i battiti del giudice Livatino, nonostante siano passati vent’anni dal giorno del suo assassinio: 21 settembre 1990.
Le parole non bastano per mantenere vivi i ricordi: è l’arte della musica, della messa in scena, della danza, del magico gioco di luci, ombre e silenzi a renderlo possibile. Undici brani pensati e realizzati per raccontare la vita, gli ideali, le battaglie, le paure del giudice Rosario Livatino, nell’opera musicale “Il mio piccolo giudice”, che sarà in scena per la prima nazionale oggi 21 settembre al Cineteatro Odeon di Canicattì (ore 21.00): un omaggio alla memoria di Livatino, fortemente voluto da Giuseppe Cartella, presidente dell’Associazione Faro di Pace Onlus, che insieme ad altri enti parteciperà alla “Settimana della legalità”, organizzata in occasione dei due anniversari degli omicidi di Livatino e del giudice Saetta (morto il 25 settembre 1988, la cui uccisione fu sentita dal giovane giudice come “presagio di morte”, come lui stesso confessò). “Il mio piccolo giudice” è un progetto nato sotto il segno della giustizia e della speranza, frutto di una ricerca spirituale e antropologica da parte dei suoi stessi protagonisti: i testi sono nella quasi totalità del musicista e scrittore agrigentino Salvatore Nocera, gli arrangiamenti sono curati da Fausto Mesolella anima degli “Avion Travel” e “voce” di Livatino nello spettacolo.
Sul palco canterà, reciterà e danzerà, dando vita ad un personaggio complesso e multisemantico – che di volta in volta sarà la Sicilia, la madre, la fidanzata, la legge, la morale, la fede ma anche la morte – Maria Luisa Corbo, apprezzata interprete proveniente dal CET (Centro Europeo Tuscolano) di Mogol. La rievocazione ancestrale dei canti di Sicilia sarà in perfetta fusione con il jazz e il rock, mescolati a una forte teatralità e a un notevole impatto emotivo e visivo: in scena musicisti del calibro di Antonio Zarcone (pianoforte/tastiera), Pietro Zarcone (basso), Sebastiano Alioto (batteria), Manfredi Tumminello (chitarra) che suoneranno in acustica; gli attori Danila Laguardia e Antonio Silva e i danzatori Danilo Anzalone, Flaminio Galluzzo, Erica Cassarino, Alessandra Contarini e Simona Fichera, con le coreografie curate da Pucci Romeo.
Il tutto diretto dal regista Antonio Raffaele Addamo. Tra gli ospiti presenti, la madrina d’eccezione Sandra Milo, Sua Eccellenza Luigi Bommarito, Arcivescovo emerito di Catania (che celebrò i funerali del giudice Saetta) il procuratore generale di Catania Gianni Tinebra, il prefetto di Agrigento Francesca Ferrandino e le autorità civili e militari della provincia. Parteciperanno anche alcuni magistrati che hanno lavorato a fianco di Livatino e altri rappresentanti istituzionali.
“Vent’anni fa l’uccisione del giudice Rosario Livatino lascio’ tutti interdetti. Perche’ uccidere un giudice “ragazzino”, quali grandi responsabilita’ si era dovuto assumere? Dopo tanti anni appare sempre piu’ chiaro che si volle colpire Livatino soprattutto per l’esempio di correttezza, abnegazione e moralita’ che esprimeva, malgrado la sua giovane eta’”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ricordando il giudice Rosario Livatino, nel 20esimo anniversario della sua morte.
“La figura di un uomo come Livatino – ha concluso il presidente – per la mafia non era tollerabile. Oggi quel sacrificio continua ad essere punto di riferimento, un modello di comportamento civile e professionale, da guardare ed emulare, non solo per l’impegno dei magistrati impegnati nella lotta alla mafia, ma anche per i cittadini e soprattutto per i giovani”.


















