Vendemmi antimafia a Casteltermini per ricordare il ventesimo anniversario dalla morte del giudice Rosario Livatino. L’iniziativa si svolgerà venerdì 1 ottobre, alle 9 e 30, presso il vigneto confiscato alla mafia, che si trova in contrada Fontanafredda, a un paio di km dal centro castelterminese. Partner della vendemmia è l’associazione Libera Terra di don Ciotti, che gestisce il terreno castelterminese, già proprietà del boss Vincenzo Licata di Grotte.
La vendemmia antimafia giunge alla sua terza edizione, mantenendo la presenza dei bambini delle scuole, che saranno “vignaioli per un giorno” e prenderanno di fatto parte alle operazioni di vendemmia. Con loro i volontari di Libera, che già da settimane hanno iniziato la raccolta delle pregiate uve. Quest’anno la vendemmia antimafia avrà una novità: il terreno sarà benedetto da uno dei parroci della comunità castelterminese. Un segnale ulteriore, che vuole amplificare il messaggio di fondo: il bene vince sempre sul male. Presenti alla manifestazione, oltre alle scolaresche castelterminesi, anche l’amministrazione comunale con in testa il sindaco Nuccio Sapia, Alessandro Trovato, capitano dei carabinieri alla compagnia di Cammarata, Salvatore Gibiino, presidente dell’associazione Libera, Pio La Torre.
“E’ una tradizione ormai istituzionale – dice il sindaco Sapia. Seminare piante buone, laddove il male, con presunzione, desiderava prolificare, è il messaggio della vendemmia antimafia. Non a caso desideriamo comunicare una cultura della legalità proprio ai giovanissimi, perchè da loro parte il futuro della società siciliana, che speriamo, possa definitivamente liberarsi dalla schiavitù mafiosa. La vendemmia antimafia è una vera e propria festa d’autunno, che coniuga alla serenità di un momento ricreativo, la solidità di un messaggio forte”. I vini prodotti nel vigneto castelterminese sono il “Nero d’Avola” e il “Cataratto”, sono distribuiti in tutta Italia con l’etichetta Libera Terra.