Con l’iniziativa di Casteltermini di sabato scorso anche in provincia di Agrigento va in archivio la 17ma edizione della campagna.
“Ma l’impegno di Legambiente sul fronte della battaglia quotidiana di civiltà contro le continue offese al nostro territorio ed i gravi rischi per l’ambiente e per la salute pubblica che ne conseguono non arretrerà di un millimetro.
Già nei prossimi giorni chiederemo di essere ricevuti dal nuovo Prefetto di Agrigento, Francesca Ferrandino, per provare a costruire un percorso condiviso con tutte le Amministrazioni locali e con gli Organi preposti al controllo del territorio, finalizzato a ridimensionare e se possibile stroncare definitivamente la grave emergenza delle discariche abusive e dell’abbandono sconsiderato soprattutto di rifiuti speciali e pericolosi, dai copertoni agli elettrodomestici dismessi fino all’eternit”.
È Claudia Casa, referente del locale Circolo Rabat per l’organizzazione delle campagne di Legambiente, a fare il bilancio dei tre appuntamenti che quest’anno hanno visto impegnati i volontari dell’associazione del cigno verde per promuovere tra i cittadini quelle buone pratiche che stanno alla base della cosiddetta qualità della vita e che, purtroppo, ogni anno ci vedono veleggiare sempre nelle ultimissime posizioni della relativa classifica nazionale.
“I bambini ed i ragazzi delle scuole di Casteltermini hanno svolto un lavoro di pulizia più leggero rispetto a quello che, sabato 25 settembre, ha visto impegnati gli alunni delle scuole empedocline sulla spiaggetta ai piedi della Torre Carlo V°” afferma Claudia Casa. “Ma purtroppo – continua – anche in questo piccolo Comune non sono tutte rose e fiori: se il centro urbano appare abbastanza pulito e tutto sommato ben curato lo stesso non può dirsi di alcune aree limitrofe all’abitato, dove a farla da padrone è il solito degrado creato dai soliti criminali che, pur di liberarsi di taluni rifiuti non comuni senza spendere un euro per il loro smaltimento a norma, non esitano ad abbandonarli dove capita, procurando un danno gravissimo all’ambiente, all’immagine del territorio ed alla salute della gente. Senza trascurare gli enormi costi delle bonifiche che, una volta sostenuti dagli enti preposti, vengono suddivisi in capo a tutti gli utenti e fanno schizzare le bollette della raccolta dei rifiuti a livelli insostenibili per moltissime famiglie”.
Per Legambiente la soluzione di questo gravissimo problema non possono essere le continue somme stanziate dai Comuni per provvedere ad eliminare le discariche abusive: il problema va affrontato innanzi tutto in via preventiva, quindi sanzionatoria e solo in ultima analisi predisponendo le bonifiche: “Fino a quando non si troverà il modo per persuadere la gente a rispettare la normativa vigente in fatto di smaltimento di rifiuti speciali e pericolosi, ricorrendo anche ad un sostegno o contributo che dir si voglia per abbassarne il costo; fino a quando non si intensificheranno i controlli e si eleveranno sanzioni esemplari nei confronti di chi abbandona dove capita ciò di cui si deve disfare senza tener conto delle conseguenze del proprio gesto; fino a quando si continuerà a porgere l’altra guancia agli incivili, lasciando che continuino indisturbati a distruggere ogni tentativo di ripristino della legalità e della dignità nel nostro territorio, saremo sempre costretti a fare i conti con queste emergenze vergognose che mortificano le nostre comunità e prostrano ogni aspirazione di sviluppo sociale, culturale ed economico della nostra realtà”.

















