Il consiglio comunale di Raffadali ha approvato il regolamento per la “salute pubblica”. Sarà formato da 8 consiglieri comunali con “l’eventualità” di alcuni tecnici. Bocciata la proposta ispirata da una mozione d’iniziativa popolare (senza la quale il consiglio comunale non avrebbe mai affrontato il problema) e condivisa dall’opposizione (tramite l’avvocato Aldo Virone) di una commissione formata dal minimo di consiglieri comunali (due – tre massimo) e da tutti i medici di base e il presidente dell’Asl in modo da avere competenze da potere spendere nella ricerca delle fonti delle malattie tumorali.

Delusi, profondamente, da una maggioranza consiliare che sceglie di far diventare “politico” un organo che dovrebbe essere “scientifico”. Sceglie una via inutile e dannosa perché, indipendentemente da chi saranno i consiglieri che formeranno la commissione, di certo non ci saranno le competenze necessarie per fare un lavoro serio sul territorio. Un lavoro difficile, lungo, complicato. Avevamo creduto, quando iniziammo il percorso 18 mesi fa con la raccolta di firme e la presentazione delle petizione popolare, che l’argomento tumori e salute pubblica fosse d’interesse comune, oltre sigle e bandiere, e che nessuno avrebbe cercato di “specularci” sopra politicamente. Sbagliavamo. Questo è avvenuto con il voto dell’altra sera. Dove il consiglio comunale ha snaturato la proposta di 350 raffadalesi, svilendola. Ora noi andiamo avanti facendo finta che il voto non sia avvenuto.


Che gli otto consiglieri si dividano i 3000 mila euro di cui la commissione dispone, noi ci organizzeremo per conto nostro coinvolgendo da forza sociale quello che la politica non ha voluto coinvolgere: medici, biologi, ingegneri ambientali alcuni dei quali si sono già offerti gratuitamente. Ci vorrà del tempo ma daremo risposte.

Gaetano Alessi – Luigi Plano – Paolo Vizzì