Dopo le bollette pazze relative ai canoni idrici adesso tocca alla Tarsu. Nei giorni scorsi, alcuni esercenti canicattinesi, hanno dichiarato di aver ricevuto delle richieste di pagamento di importi esagerati, relative alla tassa sui rifiuti. E’ il caso di un centro Fitness, che com’è noto non produce rifiuti, che si è visto recapitare una bolletta da quasi 10 mila euro.
Al titolare di un ingrosso di ceramiche invece è andata peggio poiché le richieste del Comune arriverebbero a sfiorare i 40 mila euro, naturalmente l’imprenditore si è rivolto subito ad un legale che ha avviato un procedimento giudiziario per opporsi a quanto richiesto dall’Ente pubblico.
Il problema della Tarsu dunque, sembra essere tornato di grande attualità. Il Comune, per cercare di autofinanziarsi, ha deciso di intensificare i controlli.
Negli ultimi quattro anni, gli uffici competenti sono riusciti ad individuare più di 3000 nuovi contribuenti incrementando i tributi da riscuotere di circa il 30%. Intanto i commercianti chiedono che ci sia una regolamentazione che tenga conto del tipo di rifiuti prodotti. Non è corretto infatti, che un’attività commerciale che non produce rifiuti o che li genere in quantità limitata paghi la stessa cifra di chi magari opera nel campo della ristorazione o della grande distribuzione alimentare che giornalmente produce una grossa quantità di spazzatura.
Il Comune dovrebbe adoperarsi in questo senso affinché non ci siano ingiustizie nel calcolo delle cifre da pagare. Intanto, il Sindaco, ascoltati i dirigenti del settore competete, potrebbe decidere di attuare un condono delle maxi bollette relative alla tassa sui rifiuti solidi urbani. L’amministrazione guidata dal sindaco, Vincenzo Corbo ha dichiarato di essere aperta al dialogo e sta cercando di valutare una serie di soluzioni che non penalizzino i commercianti locali. Più volte gli esercenti hanno chiesto un condono, anche parziale, delle cifre da pagare.
Secondo fonti comunali, il totale delle evasioni, di Tarsu ed Ici, farebbe raggiungere cifre importanti che sfiorano i 3 milioni di euro












