Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha sbloccato il fondo di solidarietà per i mutui prima casa. Dunque dal 15 novembre le famiglie italiane in difficoltà con il pagamento delle rate per la perdita di lavoro o altri eventi difficili, potranno recarsi in banca e presentare la richiesta della sospensione dei pagamenti.
Il via libera ministeriale fissa i requisiti per l’accesso al beneficio. Ovvero i mutui devono riguardare l’abitazione principale e avere un importo non superiore a 250mila euro. Le famiglie deve avere un reddito non superiore ai 30mila euro sulla base dell’indicatore Isee.
Sono, inoltre, sciolti alcuni dubbi: il fondo è esteso ai prestiti cointestati, a quelli che nel corso del tempo sono stati oggetto di cartolarizzazione, di surroga o rinegoziazione con la stessa banca.
La sospensione può essere richiesta non più di due volte, per un periodo complessivamente non superiore a 18 mesi, anche dalle famiglie indietro con il pagamento delle rate (sempre che non sia iniziato la procedura esecutiva).
Il fondo rimborsa le banche esclusivamente la quota corrispondente al tasso d’interesse d riferimento (euribor per il variabile, Irs per il fisso) e non il guadagno delle banche, ovvero lo spread. Che, secondo le indicazioni dell’Abi sarà pagato dalle famiglie, un costo che si dovrebbe aggirare sui 40-50 euro per ogni mese di sospensione.











