La Procura di Agrigento ha depositato la richiesta di rogatoria internazionale alle autorità giudiziarie della Libia per identificare e interrogare il comandante della motovedetta libica, dono del governo italiano e con a bordo come ‘osservatori’ militari della guardia di finanza, che il 12 settembre scorso inseguì e mitragliò il motopesca siciliano Ariete.

I magistrati hanno chiesto ai loro colleghi libici di scoprire l’identità del comandante ‘Salem’ che, avendo ricevuto l’ordine di fermare il peschereccio che era a circa 30 miglia dalla costa nord-africana, fece esplodere, con due AK47 e un mitragliatore cal. 7,65, prima dei colpi in aria e poi verso l’imbarcazione. Dopo un inseguimento la motovedetta rientrò nel porto di Zuwarah. Il comandante è indagato per tentativo di omicidio aggravato e danneggiamento di nave.


Nel documento, firmato dal procuratore di Agrigento Renato Di Natale, dall’aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Luca Sciarretta, si sottolinea che il comandante ‘Salem’ era a conoscenza che il motopesca non stava violando alcuna norma e che, essendo un’imbarcazione appartenente a un Paese amico della Libia, non era necessario l’uso delle armi.

Nella rogatoria, inoltrata al ministro della Giustizia, si chiede ai giudici libici di identificare e interrogare, alla presenza di un difensore, il comandante ‘Salem’ e di accertare ogni altro elemento utile alle indagini.