A pochi mesi di distanza dall’incidente che ha stroncato la vita di due giovani canicattinesi, in città si ritorna a piangere un’altra vittima della strada. Valeria Di Simone, era molto conosciuta a Canicattì dove viveva insieme al marito originario di Serradifalco . La donna, mamma di due bimbi, tutti i giorni si recava a Caltanissetta dove svolgeva la professione di infermiera presso l’ospedale Sant’Elia.. Anche ieri mattina, era partita da casa salutando i due bimbi ancora a letto con grande senso di responsabilità e con la grinta di una mamma che, per far quadrare il bilancio familiare, non ha mai esitato a fare sacrifici per portare avanti la famiglia. Una tragica fatalità purtroppo, ha interrotto i progetti di vita di una giovane mamma e moglie. Valeria , era molto attaccata alla famiglia, ed ai suoi bambini trasmetteva un affetto fuori dal Comune.

La donna , ha vissuto la sua infanzia in via Nazionale a Canicattì, dove la conoscevano e la stimavano tutti. Da bambina ha avuto una vita in salita a causa della tragica perdita del padre stroncato da una brutta malattia quando lei aveva appena 4  anni. La gente del quartiere dov’è cresciuta la ricordano sempre allegra e sorridente. Quando terminava i turni in ospedale si dedicava alla sua famiglia alla quale teneva moltissimo. “ Quando le chiedevi un favore non si tirava mai indietro – commenta una vicina di casa – era sempre pronta ad aiutarti. Se non riusciva personalmente cercava di arrivarci per altre vie”. Una morte quella della giovane infermiera, che ha scosso la città.


La gente era curiosa di sapere qualcosa di più sulla dinamica dell’incidente e sull’identità della ragazza. “ Non è possibile che si esca da casa per andare a guadagnarsi da vivere – commenta un amico di famiglia della ragazza – e si ritorni in casa dentro una cassa da morto. Non credo ancora che questa è la realtà, vorrei svegliarmi e ricordare solo tutto ciò come un incubo. Conoscevo Valeria da bambina, appena appresa la notizia, mi sono sentito crollare il mondo addosso”. Continuano le testimonianze con un ex collega della ragazza. “Ho letto la notizia sul su un sito Web – commenta Vincenzo – ho subito riconosciuto la macchina e la foto di Valeria ma inconsciamente ho sperato che non fosse lei la vittima di quel tragico scontro. Non posso crederci che sia capitato proprio a lei che si prodigava ogni giorno per aiutare gli altri è una sensazione bruttissima, ci si sente svuotati dentro e come se si vivesse un momento surreale”.

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