Siamo nel 2010, ma a Canicattì la gestione “del prezioso liquido”, come viene spesso chiamata l’acqua, continua ad essere un incubo per gli utenti, soprattutto da quando gli Ambiti Territoriali Ottimali (i cosiddetti A.T.O. idrici), e naturalmente primo fra tutti quello di Agrigento, hanno decretato di affidare ai privati il servizio di distribuzione dell’acqua e riscossione dei canoni. Immaginate la felicità di alcuni Sindaci che, finalmente, potevano “lavarsene le mani” e scaricare le responsabilità, in particolare il “nostro” che ha subito aderito alla direttiva, con una rapidità che desta non pochi interrogativi. Era la fine del 2007 quando fu stipulata la convenzione per l’affidamento del servizio idrico integrato alla società “Girgenti Acque”, anche se, in effetti, è stato l’ATO idrico ad affidare il servizio alla società, stipulando le convenzioni con i comuni che hanno voluto aderire, ma è bene che si sappia che diciotto comuni, diffidenti e responsabili, non ne hanno voluto sapere, mantenendo la gestione del servizio in proprio, con regolamenti civili e canoni accettabili. I “nostri” amministratori, invece, non hanno esitato un solo istante, non pensando quanto a Canicattì i canoni fossero pesanti ed insopportabili per un servizio tanto scadente, non riflettendo su quanto incidesse la grave dispersione di acqua dalle condutture fatiscenti, disconoscendo l’alto numero di “volpini” con prese abusive, ignorando la disperazione dei cittadini che spesso hanno scelto di non pagare il canone per protestare ed avere riconosciuti i loro diritti. Di queste cose bisognava tener conto, e se proprio si voleva cedere il servizio senza alcuna trattativa, cosa che in molti non condividiamo, era giusto prima di firmare andare a scovare le sacche di abusivismo, abbassare quanto più possibile i canoni, stabilire i termini entro cui le strutture dovevano essere rinnovate. Ma forse il timore di non essere i primi non ha consentito una visione obiettiva del problema e si è stipulata la convenzione ad occhi chiusi. Nel frattempo, cresceva il malumore dei cittadini, anche perché il Comune aveva fatturato alle famiglie che avevano installato i contatori un periodo più lungo dell’anno solare, così erano venute fuori tariffe salate ed ingiuste, in quanto calcolate su quantità di acqua eccessive, ed una quota fissa più cara perché anch’essa riferita ad un periodo di tempo di circa diciotto mesi. In poche parole, si è usato il vecchio sistema, quello più comodo, per cui hanno pagato solo i soliti ….. oni!

L’Amministrazione, sulla spinta delle proteste dei sindacati e delle manifestazioni popolari, nel marzo del 2008 cambia le tariffe e abolisce la quota fissa. Nel verbale di consegna alla società privata, tuttavia, non si fa menzione di quest’ultima delibera e per l’applicazione delle tariffe si rinvia alle deliberazioni di Giunta n. 75 del 20 aprile 2007 e n. 82 del 27 aprile 2007 – vedi punto 5 del verbale di consegna dell’aprile 2008 – così la “Girgenti Acque”, in un primo tempo, fa le fatture non applicando la quota fissa, quando però si accorge del disavanzo tra il costo del servizio ed i ricavi, annulla tutto e rifà i conti, includendo la quota fissa, che applicata sui circa diecimila contratti genera una somma pari a circa cinquecentoquarantamila (540.000) euro. Vi pare possibile che una società privata, a scopo di lucro, potrebbe mai rinunciare a questa “cifretta” ?


 Il Consiglio comunale, la CGIL ed altre associazioni su questo argomento si sono impegnati e si stanno ancora impegnando. Vi sono stati dibattiti consiliari e prese di posizione, sono state istituite commissioni di indagine e richiesti pareri ad illustri avvocati, il Sindacato ha promosso manifestazioni, ha occupato simbolicamente la stanza del Sindaco, ha presentato ricorsi al giudice di pace. Insomma, questa privatizzazione é costata parecchio alla nostra comunità che si è rivolta al proprio Sindaco per dare voce alle giuste rivendicazioni. Ed il Sindaco che ha fatto? Nulla, si è limitato a mandare nelle sedute di Consiglio comunale il suo solito sostituto, come “piliegiu”, ed il “poverino” ha dovuto prendersi tutti gli improperi dei consiglieri e “li pizzati” dei cittadini. L’azione del governo della città è finita lì. Come Circolo di opinione, anche noi vorremmo esprimere il nostro punto di vista.

Francamente, su certe forme di protesta non siamo d’accordo perché da oltre venti anni si é tentato di risolvere il problema incitando a non pagare, a rivolgersi agli studi legali e al giudice di pace, con buon profitto di tutti meno che per i cittadini che hanno sì pagato qualcosa in meno sulle bollette, ma hanno anche subìto pesanti costi per l’acquisto dell’acqua tramite autobotti. E visto che da vent’anni non si è riusciti a cambiare niente e che oggi il privato ha in mano tutto, allora è il momento della protesta civile per l’applicazione delle norme contrattuali che prevedono, innanzitutto, l’erogazione di un buon servizio, con costi equi ed investimenti, con acqua potabile e non inquinata.

 Qualcuno, infatti, dovrebbe spiegare come è stato possibile che acqua, costantemente controllata ed analizzata, possa essere stata immessa nelle condotte idriche e dei semplici cittadini, attraverso l’uso della vista, si siano accorti che si trattava di acqua al manganese. Il Sindaco su questa vicenda ha fatto qualcosa, ha fatto rimborsare i costi pagati dalle famiglie per il disinquinamento dei recipienti? Assolutamente NO Se il rifiuto di pagare non risolve niente, anzi mette dalla parte del torto, non vuol dire che non si abbia ragione. Crediamo che sia arrivata l’ora di cambiare strategia. Una forte, ampia e civile intesa fra i cittadini, derubati del loro diritto ad avere un servizio efficiente e ad un prezzo equo, può certamente indurre a più miti pretese un gigante come la “Girgenti Acque” alla quale, a nome di migliaia di concittadini, vogliamo rivolgere alcune, semplici, domande: Cosa sta facendo per migliorare la qualità e l’erogazione dell’acqua? Cosa sta facendo per stanare i furbetti che non hanno mai pagato l’acqua? Cosa sta facendo per rinnovare la rete idrica? Cosa sta facendo per abbassare i costi del canone dell’acqua? Cosa sta facendo per garantire a tutte le famiglie l’acqua corrente? Cosa sta facendo per progettare una distribuzione idrica su tutto il territorio? Cosa sta facendo per meritare la stima e la fiducia di migliaia di utenti? Cosa sta facendo per non far rimpiangere le gestioni precedenti? Cosa sta facendo per innovare e ammodernare gli impianti? Se non riesce a rispondere, allora vuol dire che i termini contrattuali non sono stati onorati e pertanto si può tornare indietro, sia sul piano legale che sociale. Milioni di firme sono state raccolte in tutta Italia per fermare questo tipo di privatizzazione e ritornare alla gestione pubblica. Organizziamoci anche qui, impegniamoci tutti insieme, con senso civico, solo così riusciremo a far sentire la nostra voce e denunciare il fallimento di una legge sconsiderata.

Dott. Adolfo  Bartocelli

Impegno civico