E’ crollato a Gela l’antico portale architettonico, risalente al 1450, posto all’entrata della sacrestia del santuario di Maria SS. D’Alemanna, patrona della città, nel quartiere di Villaggio Aldisio.

L’area antistante la struttura, da tempo pericolante, era stata già transennata dai vigili del fuoco. Il comitato di cittadini “Pro-santuario”, che ne sollecitano il restauro da anni, parla di “crollo annunciato” e di “Gela come Pompei”, accusando di “omissioni e insensibilità le varie amministrazioni comunali che si sono succedute alla guida della città”.


Per il presidente di Italia Nostra, Alessandra Mottola Molfino – oggi in visita a L’Aquila -, senza un piano di manutenzione straordinaria “i crolli si verificheranno uno dopo l’altro. Dalle macerie de L’Aquila mi tocca apprendere di un altro crollo. Pompei rispetto a molti altri dei beni culturali, sta quasi bene. La situazione, lo abbiamo detto e lo ripetiamo, è drammatica”.

E allora, si chiede il presidente di Italia nostra, “il ministero dei beni culturali dov’è? Quale altra giustificazione ci darà oggi il ministro Bondi? Siamo ansiosi di sentirla”. A questo punto, conclude Mottola Molfino ricordando sia il crollo di Pompei che la mancata ricostruzione del centro storico de L’Aquila, “il ministro Bondi deve dimettersi”.