Incuranti della pioggia, circa diecimila studenti palermitani delle scuole superiori si sono riversati questa mattina per le strade della città, dalla periferia al centro, bloccando l’ingresso del porto e il traffico ferroviario.
Una manifestazione variopinta contro la riforma della scuola varata dal ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini e contro il governo Berlusconi, reo, secondo gli studenti, di privilegiare la guerra in Afghanistan alla formazione e di operare continui tagli alla scuola.
Sono stati sette i cortei, formati dagli alunni di circa venti scuole, che si sono poi riuniti in via Libertà, in pieno centro, per raggiungere prima l’ingresso del porto, poi la stazione e infine le sedi della Regione (parlamento e presidenza). Traffico paralizzato praticamente in tutta la città con automobilisti inferociti, treni cancellati (undici nel giro di un’ora) e autobus bloccati.
Agli studenti delle scuole superiori si sono uniti, in piazza Indipendenza, anche gli iscritti alla facoltà di Lettere, occupata da qualche giorno. Scortati da una ventina di poliziotti in formazione anti sommossa, i ragazzi sono infine tornati alla cittadella universitaria.
Intanto, in mattinata è stata occupata un’altra facoltà, quella di Scienze politiche in attesa dell’esito della discussione sul ddl Gelmini che intende riformare anche l’università italiana.
Nel corso della manifestazione ci sono stati anche momenti di forte tensione e spaccature all’interno del movimento studentesco. Petardi e fumogeni sono stati lanciati contro l’Ufficio provinciale agli studi e all’interno del porto.
Scontri anche tra i manifestanti quando un gruppo dei centri sociali ha contestato uno dei cortei promossi dal Coordinamento Studenti in movimento, che rifiuta qualunque “strumentalizzazione politica”. Ci sono state urla e spintoni fino a quando è intervenuta la polizia che ha diviso le due fazioni.
Sul fronte universitario, invece, allo Steri, sede del Rettorato di Palermo sono stati annullati i convegni previsti per paura di eventuali proteste, mentre a Messina il rettorato è occupato da un gruppo di studenti e ricercatori che già ieri sera erano saliti sul tetto esponendo striscioni contro il ministro.












