Malgrado le apprezzate iniziative del Direttore Provinciale dell’INPS per realizzare tempi reali per la definizione delle dinamiche buro-sanitarie per l’ottenimento della invalidità civile, per il riconoscimento alla non auto sufficienza con conseguente indennità di accompagnamento, ancora a Canicattì, Licata, Ribera, Sciacca e Castermini le attività delle Commissioni sanitarie si muovono in “cartaceo e per posta” anziché con trasmissione telematica.
Tale fatto determina ritardi insopportabili ed arretrati annualmente ricostituiti.
Il “fattore tempo” nei casi di patologie gravi, e sono tanti, diviene importante, perché l’esito, a volte, arriva quando il cittadino non è più in vita, ovvero con ritardi che causano indebitamenti familiari per sopperire alle esigenze che lo Stato ritarda a riconoscere ed a sorreggere finanziariamente.
Tra l’altro, i ritardi dell’ASP si scaricano sull’INPS con la legittima protesta dei cittadini, provocando l’intasamento degli uffici dell’Istituto previdenziale.
Il Capo dell’ASP deve intervenire per realizzare quanto in Agrigento già concretizzato con il Direttore dell’INPS che ha offerto tutta la logistica ed il necessario parco tecnologico a Fontanelle, superando i ritardi passati ed il raggiungimento dell’obiettivo di “servire” bene, in locali decorosi e velocemente il cittadino.
La trasmissione cartacea da parte dell’ASP di Canicattì, Licata, Ribera, Sciacca e Casteltermini determina l’entrata in causa di Italposte e la successiva validazione degli esiti da parte dell’INPS, provocando nei cittadini incertezza sul risultato della visita e ritardi di 12 mesi al riconoscimento.
Il sindacato dei pensionati della CGIL chiede al Direttore dell’INPS ed al Capo dell’ASP di concretizzare la medesima esperienza positiva di Agrigento.

















