Dopo la quarta notte consecutiva senza sbarchi di migranti, anche a causa delle cattive condizioni del mare, un nuovo barcone con 26 migranti a bordo è giunto a Lampedusa. Gli extracomunitari, tutti maschi, stanno bene e hanno detto di essere partiti da Djerba, nel sud della Tunisia.

Nel frattempo a Lampedusa, dove si trovano ancora 1.814 tunisini dei circa 5 mila sbarcati nei giorni scorsi, la tensione sta salendo. Gli immigrati minacciano di attuare uno sciopero della fame se non verranno trasferiti in tempi brevi dall’isola. Tra gli extracomunitari comincia infatti a serpeggiare la paura che possano essere rimpatriati. Alcuni di loro sostengono di avere raccolto queste voci, che non hanno però alcuna conferma ufficiale, dai loro parenti in Tunisia.


I migranti sono attualmente suddivisi tra il centro di accoglienza, che è stato riaperto domenica scorsa, e i locali dell’area marina protetta, in precarie condizioni igieniche, dove sono ospitati 120 tunisini.

Questa mattina sono stati imbarcati verso Porto Empedocle solo i 30 presunti minori rimasti ancora nell’isola dopo l’ultimo sbarco di quattro giorni fa: lo fa sapere Save the Children, che li ha assistiti durante la fase preliminare dell’imbarco. L’organizzazione conferma che sono circa 200 i minori non accompagnati tunisini coinvolti nell’attuale crisi umanitaria.

La centrale operativa della capitaneria di porto di Palermo, che coordina le operazioni di soccorso, ha intanto comunicato che sono state sospese le ricerche di un barcone segnalato ieri nel Canale di Sicilia. L’imbarcazione, che secondo le segnalazioni giunte in Italia trasportava centinaia di migranti, potrebbe essere rientrata a causa delle avverse condizioni del mare, anche se la guardia costiera non esclude che si sia trattato di un falso allarme.

Sull’emergenza sbarchi a Lampedusa interviene il Conapo con una lettera al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi e a diverse altre autorità, tra cui il ministro dell’Interno Roberto Maroni, chiedendo interventi immediati per potenziare il servizio dei vigilid el fuoco sull’isola. Inoltre ai propri massimi vertici chiede che la gestione operativa dell’emergenza venga affidata al dirigente regionale ed al dirigente preposto sul territorio, come previsto dal dispositivo di revisione delle colonne mobili regionali, evitando frapposizioni che possono ingenerare confusione nella catena di comando; che l’intervento del personale del locale Comando Provinciale di Agrigento avvenga disponendo il passaggio alla turnazione h 24 che rappresenta il modello organizzativo del Corpo Nazionale nella gestione delle emergenze e che è già stato sperimentato con successo gli scorsi anni in analoghe situazioni proprio sull’ isola di Lampedusa; che sul posto venga inviata almeno una motobarca d’altura, nuclei sommozzatori e di soccorso acquatico, a rotazione tra i comandi della Sicilia; che, poiché anche l’isola di Linosa è interessata dal fenomeno immigrazione, si chiede un presidio dei vigili del fuoco sulla stessa isola.