Si è concluso, presso l’aula penale della sede distaccata di Canicattì del tribunale di Agrigento, il processo nei confronti di un cittadino rumeno accusato di concorso in ricettazione. Il giudice monocratico di Canicattì, Luca D’addario, ha emesso il dispositivo contenente la sentenza di assoluzione nei confronti del cittadino rumeno Costantin Costel accusato di concorso in ricettazione di oggetti personali. I fatti si riferiscono a qualche mese addietro. L’uomo era accusato di aver venduto degli oggetti che sarebbero stati trafugati, sera del 22 gennaio del 2009, dall’abitazione del canicattinese M.V. di 60 anni . Nel corso delle indagini portate avanti dalle forze dell’ordine di Canicattì, a seguito della denuncia, gli inquirenti trovarono degli oggetti in casa di soggetti sospettati , in un primo momento, di aver partecipato a vario titolo al furto. La difesa, rappresentata dall’avvocato canicattinese Rosario Didato, durante la fase dibattimentale, è riuscita a dimostrare l’assoluta estraneità ai fatti contestati al suo assistito dimostrando la buona fede dell’imputato. Didato, nell’arringa conclusiva, ha chiesto al giudice l’assoluzione con formula ampiamente liberatoria. Dopo la consueta camera di consiglio, il giudice D’Addario, ha ritenuto valide le motivazioni addotte dalla difesa emettendo il dispositivo contenente la sentenza che scagiona da ogni accusa il romeno.