Due motovedette della guardia costiera, con l’aiuto di un elicottero della guardia di finanza, hanno tratto in salvo un’imbarcazione di nove metri con circa 22 migranti tunisini a bordo, sul punto di affondare al largo di Lampedusa.

Erano stati gli occupanti del barcone ad attivare i soccorsi chiamando al cellulare i carabinieri di Agrigento (“Vediamo la costa – hanno detto i tunisini – c’è una nave blu all’ancora”), i quali hanno immediatamente attivato le Capitanerie di porto, che hanno rapidamente stabilito che la costa osservata dai naufraghi era quella di Lampedusa, dove la motonave “Lipari” – con lo scafo di colore blu – alla fonda in rada, ha confermato la presenza di un barcone ad otto miglia dalla propria posizione.


Il trasbordo è reso impossibile dal maltempo e l’imbarcazione, assistita dalle vedette, si è diretta verso il porto di Lampedusa, dov’è giunta intorno alle 13. Ad assistere sul molo gli extracomunitari, oltre alle organizzazioni umanitarie, anche alcuni esponenti della Cgil, guidati dal segretario provinciale Mariella Lo Bello.

Gli immigrati saranno trasferiti nel Centro di accoglienza di contrada Imbriacola che in questo momento ospita trecento profughi.