Non si fermano più. Un’altra barca con una trentina di immigrati è arrivata nel porto di Lampedusa, scortata da una motovedetta della capitaneria di porto. E altri sei barconi sono stati individuati più a largo, l’arrivo è previsto in serata.
Poco prima l’arrivo di un barcone con 136 tunisini a bordo, che sono stati trasferiti nel Centro di accoglienza dell’isola: e di una barca più piccola con 25 migranti, tra cui una donna, soccorsi dai carabinieri a 3 miglia da Lampedusa. La loro piccola barca rischiava di affondare ed è stata trainata in porto dalla motovedetta.
Siamo a 15 sbarchi da ieri sera. Dalla mezzanotte sono arrivati sull’isola 865 migranti, trasferiti nel centro d’accoglienza, dove attualmente si trovano 1.165 persone, senza considerare i 264 già trasferiti, o in via di trasferimento con il ponte aereo già organizzato per oggi.
Nel Cspa ci sono anche tre donne e quattro bambini. Ieri, prima che gli sbarchi riprendessero, nel centro erano ospitati 314 tunisini. La situazione meteo per il momento è ottimale, con il mare piatto, e non è difficile prevedere altri arrivi.
Dunque è stato sufficiente un leggero miglioramento delle condizioni del mare per riaprire la rotta dei barconi carichi di migranti dalle coste tunisine verso l’Italia. È stato proprio un Atr 42 delle fiamme gialle, in servizio di perlustrazione nel Canale di Sicilia, ad avvistare ieri sera la “flotta” in navigazione verso Lampedusa: prima sei, poi otto, poi undici barconi approdati, uno dietro l’altro, su questa isola al centro del Mediterraneo diventata ormai una sorta di porta verso l’Europa.
Il report diffuso dalla guardia costiera, con l’orario di arrivo e il numero degli immigrati, rappresenta la cronaca più eloquente di questa nuova ondata di sbarchi: il primo arrivo ieri sera alle 18.05, con 81 migranti; alle 21.50 altri 14; alle 23.40 approdano in 155; alle 1.15 lo sbarco più consistente, 187; all’1.50 vengono bloccati in 12 direttamente a terra; alle 2.30 arrivano in 54; alle 3.10 altri 135; alle 3.35 sono 44; alle 4.15 in 39; alle 4.57 in 48; alle 6.00 in 108; alle 7.36, infine, l’ultimo sbarco con 128 profughi che fa superare quota mille.
Ma non è ancora finita, visto che alle 10.45 è arrivato ancora un barcone, il dodicesimo, con 48 persone a bordo. E anche a Pantelleria si registra uno mini sbarco: sette extracomunitari vengono bloccati direttamente a terra.
Tutte la carrette approdate a Lampedusa sono partite dalle coste meridionali della Tunisia: il porto di Sfax, quello di Zarsis, l’isola di Djerba e la zona al confine con la Libia, dove continuano ad affluire migliaia di profughi in fuga dalla guerra civile.
Tra gli oltre mille immigrati sbarcati tra ieri sera e questa mattina c’è anche una donna tedesca di 40 anni, insieme alla figlia di nove. La signora e la bimba sono subito state notate dalle forze dell’ordine, non appena sono giunte in porto all’alba di stamani mischiate tra centinaia di nordafricani. La donna, divorziata da un cittadino tunisino, ha spiegato di non essere riuscita a ottenere il visto per partire per la Germania assieme alla figlia.
Domani sull’isola si recherà anche il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, nominato commissario straordinario per l’emergenza, che incontrerà il sindaco dell’isola Bernardino De Rubeis e le forze dell’ordine per coordinare le iniziative da adottare.












