Un gruppo di cittadini di Lampedusa ha impedito per alcune ore al traghetto della Siremar proveniente da Porto Empedocle di attraccare al molo per protestare contro la realizzazione di una tendopoli per migranti. I manifestanti hanno chiesto che dal traghetto non fossero scaricati tende e bagni chimici destinati all’area dell’ex base Loran. Al governo, ha spiegato il sindaco di Lampedusa Dino De Rubeis, gli abitanti dell’isola delle Pelagie chiedono che i migranti siano trasferiti subito.

Non verrà allestita la tendopoli per ospitare gli immigrati nell’area della ex base Loran di Lampedusa. Lo ha annunciato il sindaco dell’isola Dino De Rubeis alle centinaia di abitanti che da questa mattina stanno manifestando al porto proprio contro la decisione del commissario straordinario per l’emergenza Giuseppe Caruso di allestire il campo.


I cittadini hanno impedito al traghetto proveniente da Porto Empedocle di attraccare al molo, chiedendo che non fossero scaricati tende e bagni chimici per allestire la tendopoli. “Abbiamo vinto – dice il sindaco -, i tir con le tende rientreranno a Porto Empedocle, non si metterà neanche una tenda né alla Casa Fraternità né alla base Loran né da nessun’altra parte. Resteranno solo i bagni e le docce”.

Il sindaco ha poi annunciato che in giornata 200 immigrati partiranno con la nave per Porto Empedocle e altri 300 dovrebbero essere trasferiti con un ponte aereo. La richiesta avanzata dagli abitanti è che, se nei prossimi giorni dovessero verificarsi ulteriori avvistamenti di migranti, le motovedette di guardia di finanza e capitaneria trasferiscano gli immigrati direttamente sulla terra ferma. “C’è il rischio che Lampedusa esploda – afferma De Rubeis -; siamo stanchi, lo Stato deve farsi carico di questa emergenza”.

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha convocato per martedì alle 9.30 al Viminale i rappresentanti di Regioni, Province e Comuni per ottenere la disponibilità “concreta e immediata” di luoghi per accogliere gli immigrati attualmente ospitati a Lampedusa. A renderlo noto è stato il commissario straordinario per l’emergenza, il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, che ha sottolineato come la convocazione faccia seguito all’appello rivolto dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano, affinchè le Regioni mettano a disposizione “la più ampia accoglienza” dei migranti.

Il prefetto ha anche ribadito la richiesta alla marina militare di far avvicinare prima possibile a Lampedusa una nave per poter ospitare gli immigrati e trasferirli immediatamente appena ricevute le disponibilità delle Regioni.

Intanto nell’isola sale la tensione dopo l’arrivo di altri due barconi carichi di immigrati, che hanno portato il totale dei migranti presenti sull’isola a oltre 4 mila persone. Alcune centinaia di immigrati, con i vestiti inzuppati dalla pioggia, sono bloccati sulla banchina del molo dalla popolazione di Lampedusa che ha creato un blocco all’uscita dalla banchina.

“Il governo non rispetta la popolazione e sta mettendo in serio pericolo tutti i cittadini di Lampedusa – dice De Rubeis – c’è il rischio di uno scontro con le forze dell’ordine e la responsabilità è di Maroni e di Caruso. Lampedusa ha dimostrato un’accoglienza esagerata mentre il resto dell’Italia dimostra di non volere neanche un immigrato”.

Il sindaco ha poi rivolto un appello al presidente della Repubblica Napolitano affinché intervenga nuovamente “per sbloccare la situazione e non fare affondare l’isola. L’atteggiamento dello Stato è vergognoso: l’Italia sta consentendo che queste migliaia di immigrati vengano trattati come bestie, obbligate a dormire sotto l’acqua.
Tutta l’Italia dovrebbe vergognarsi”.