A Lampedusa anche stamattina il vento di ponente, che spira a 20 nodi, impedisce alle navi di attraccare. Restano così sospesi i trasferimenti dei migranti, già bloccati da mezzogiorno di ieri sempre a causa del mare grosso che impedisce l’attracco dei traghetti nei moli di Cala Pisana e del porto commerciale.
Stamattina nell’isola è arrivata anche la “Suprema” della Grandi Navi Veloci in grado di trasportare oltre 2.000 persone, e che si aggiunge alle altre in attesa alla fonda: sono la “San Marco” della marina militare, la “Watling street”; mentre la “Excelsior” e la “Catania” erano partite ieri alla volta di Taranto portando via 2.316 persone.
Un’altra nave della Tirrenia, con una capienza di 2 mila posti, è in navigazione verso Lampedusa per sostituire quella della compagnia T-Link (800 posti) che oggi è ripartita dall’isola senza avere potuto caricare, a causa del maltempo, i migranti che devono essere trasferiti dall’isola verso altri centri di accoglienza.
La nave della T-Link, ha spiegato il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso che sta coordinando il piano di trasferimento in qualità di commissario straordinario per l’emergenza, è stata costretta a lasciare Lampedusa perchè aveva già programmato una tratta per domani. Non appena le condizioni del mare lo permetteranno, a Lampedusa riprenderanno subito le operazioni di imbarco dei migranti.
Dopo la nave della T/Link anche la “Clodia” della Tirrenia ha lasciato Lampedusa e si è diretta, senza nessuno a bordo, verso Porto Empedocle. Le difficoltà di attracco, dovute alle condizioni del mare, hanno convinto la compagnia a rinunciare al trasferimento dei migranti. La Tirrenia, da quanto si apprende, aveva un contratto di due giorni per effettuare gli imbarchi e così, per ragioni di servizio, la compagnia ha deciso stamane di far salpare la nave.
Nell’isola, che ieri ha visto la protesta degli extracomunitari, tornati in strada per chiedere di partire subito, restano 3.931 migranti. Intanto, dall’una della notte di mercoledì non si registrano altri sbarchi nè avvistamenti. Secondo le previsioni meteo il vento potrebbe calare in serata e questo consentirebbe la ripresa dei trasferimenti.
Alla tendopoli di Manduria sono giunti i primi otto pullman con a bordo oltre 400 immigrati dei 1.716 sbarcati stamani alla base navale della Marina militare dalla nave Excelsior e provenienti da Lampedusa. Sono in corso ora le operazioni di smistamento degli immigrati nelle tende.
Pochi clandestini hanno parlato con i giornalisti. Qualcuno ha detto di aver pagato anche 1500 euro agli scafisti per raggiungere Lampedusa. “Vogliamo andare in Francia per trovare lavoro” ha aggiunto un giovane. È stata vista qualche donna, ma non c’è un censimento dei profughi che stanno per raggiungere il centro di accoglienza nel vecchio aeroporto militare, tra Manduria e Oria.
Sono “inaccettabili”, “peggiori dei campi rifugiati”, le condizioni igienico-sanitarie di accoglienza per i migranti a Lampedusa, denuncia Medici senza frontiere in una nota, in cui afferma anche la necessità di garantire “un’assistenza adeguata”.
“A oggi, nel porto di Lampedusa, per circa 3.000 migranti sono in funzione 16 bagni chimici, due cisterne d’acqua mentre le autorità forniscono 1.5 litri di acqua potabile al giorno per persona. Queste condizioni sono bel al di sotto degli standard umanitari, che prevedono 20 litri di acqua al giorno per persona e un bagno ogni venti individui.
“Le cattive condizioni igieniche – avverte la responsabile di Msf in Italia, Barbara Maccagno – potrebbero facilitare l’insorgere di malattie infettive”, e per questo è necessario che, non solo a Lampedusa ma anche nei centri dove saranno trasferiti i migranti, siano assicurate “condizioni di accoglienza e accesso a cure mediche adeguate”.
“Molte, infatti, sottolinea Medici senza Frontiere, le persone che giungono sull’isola in condizioni di salute precarie, soprattutto quelle che arrivano dall’Africa sub-sahariana, spesso reduci da >>una traversata più lunga, logorante e pericolosa”.
Nei prossimi giorni l’ organizzazione distribuirà, per la seconda volta, 2.500 kit igienici (sapone, coperte, asciugamani, spazzolini, dentrifrici) ai migranti che vivono all’addiaccio nel porto di Lampedusa ma, “senza un concreto adeguamento delle strutture igienico-sanitarie – afferma – le nostre azioni sono una goccia nell’oceano”.
“È difficile credere che siamo in Italia – conclude la nota di Medici senza frontiere – in un Paese del G8! Le condizioni di vita sull’isola sono peggiori di quelle che troviamo nei campi rifugiati”.














