Un barcone con quasi duecento clandestini a bordo è giunto ieri dopo la mezzanotte al porto di Licata. A bordo soprattutto uomini, probabilmente Eritrei, c’erano anche cinque donne ed una bambina di cinque anni. Il barcone era stato avvistato intorno alle 19 a venti miglia a sud dalla costa di Licata da un peschereccio che si trovava in zona.
Era partito presumibilmente, dalle coste della Tunisia. E’ subito partita la macchina dei soccorsi, due motovedette della Guardia Costiera hanno raggiunto l’imbarcazione e l’hanno scortata verso il porto di Licata. Qui, una volta davanti l ‘imboccatura del porto, è stata agganciata da un rimorchiatore che lentamente lo ha trainato in banchina fino al molo della Guardia Costiera. Gli immigrati hannio toccato terra intorno a mezzanotte e mezza. Schierati in banchina, un esercito imponente di volontari di tutti i corpi di protezione civile presenti in città, presenti in massa le forze dell’ordine. La macchina dei soccorsi si è subito messa in moto, collaudata dopo l’ondata di sbarchi del 2006. La Croce Rossa ha montato un centro di primo soccorso da campo, mentre la Guardia Costiera ausiliaria e la Procivis hanno installato le fotocellule. Le operazioni sono state coordinate dal responsabile dell’ufficio di protezione civile, Angelo Cambiano. Il porto era al buio per le note vicende legate al malfunzionamento della torri faro e questo ha complicato, non poco le operazioni di soccorso. Gli immigrati sono stati immediatamente rifocillati, stavano tutti bene, a parte qualcuno che ha accusato lievi malori dovuti alla lunga traversata. Tutti sono stati trasferiti a tarda notte presso il centro di prima accoglienza di Pozzallo. Il primo immigrato a toccare terra è stata una bambina di appena cinue anni, un marinaio della Guardia Costiera l’ha presa subito in braccio e l’ha poi consegnata ad una crocerossina che l’ha portata sul pullman in attesa dell’arrivo della madre. A seguire tutte le fasi dei soccorsi, il sindaco Angelo Graci.
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