Alcuni giorni fa il Sindaco del Comune di Naro ha postato sui social, con esultanza, la notizia che la Commissione per la stabilità finanziaria degli enti locali (COSFEL) ha espresso parere favorevole al bilancio riequilibrato approvato dal Consiglio comunale il 24 luglio dell’anno decorso, ma ha omesso di dire che la COSFEL ha imposto serie prescrizioni.
Ed ha pure omesso di dire che, se l’ipotesi di bilancio restava quella approvata dal Consiglio sarebbe stata bocciata dal Ministero: infatti, in corso d’opera l’ipotesi è stata basata su dati a consuntivo (come sostenevano i consiglieri di opposizione e i revisori dei conti che hanno dato parere negativo all’ipotesi di bilancio e come, successivamente, ha richiesto la COSFEL in sede istruttoria) e non più su dati a preventivo (come era stata deliberata dalla maggioranza consiliare).
In ogni caso, un bottino un po’ magro per l’autoproclamatosi barone della Comarca di Naro e per qualche altro giannizzero che gli scodinzola attorno, se si pensa che si è trattato soltanto di un parere, condizionato da serie prescrizioni, che arriva dopo due richieste istruttorie avanzate dalla COSFEL, e nonostante l’esborso di dieci mila euro che il Comune ha dovuto sostenere, per l’inadeguatezza degli attuali amministratori, per il costo dell’attività di consulenza svolto da una società per l’assistenza tecnica nel procedimento e l’usura delle ginocchiere a seguito del loro prolungato uso. Come se uno studente dopo essersi fatto supportare, a pagamento, da un professore di sostegno, anziché ottenere alla fine dell’anno la promozione l’alunno viene rimandato di quattro materie.
Il magico Sindaco dimentica che, a distanza di due anni dall’insediamento nella carica, tutti i problemi si trovano ancora sedimentati e stratificati sulla sua scrivania (nel settore del personale il sistema della performance è inattuato da numerosi anni, nella contabilità pubblica la ricognizione ordinaria dei residui attivi e passivi, e numerosi altri adempimenti, non risultano espletati da altrettanti anni, come la revisione periodica e straordinaria delle partecipate, le sanzioni previste dal capitolato d’oneri del servizio di igiene ambientale nei confronti della ditta, che avrebbero comportato una riduzione del costo della TARI, non sono state mai applicate, nel settore dell’Ufficio tecnico si riscontrano ritardi e inadempienze nei lavori eseguiti negli ultimi cinque anni che non risultano chiusi e rendicontati nelle piattaforme informatiche degli assessorati regionali e dei ministeri finanziatori, malgrado i continui solleciti di questi ultimi, per cui si corre il rischio di restituire le somme ricevute (vedi nota del 5 gennaio 2026 Capo dell’Ufficio tecnico).
Non solo, ma a tutti questi ritardi e inadempienze si è aggiunta un’altra grana, di non poco conto, la quale -se non risolta- potrebbe portare alla chiusura di parte della sede municipale. E’ di qualche giorno fa (11 giugno 2026), infatti, la nota del Prefetto di Agrigento, dott. Salvatore Caccamo, sulla grave situazione di rischio strutturale e igienico sanitario della sede municipale del comune di Naro, indirizzata al Sindaco, con la quale invita il primo cittadino “ad adottare, prontamente, ogni utile accorgimento e adempimento per mettere in sicurezza quelle parti dei suddetti locali che potrebbero recare immediato danno o comunque pericolo per la sicurezza e la salute dei dipendenti e degli utenti dei servizi comunali”.
Che si sbrighi ad adottare i provvedimenti e le misure necessarie per eliminare le situazioni di pericolo, garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul posto di lavoro, e assicurare la pubblica incolumità dei cittadini che si recano quotidianamente nei locali della sede comunale per richiedere i servizi. Altro, quindi, che giubilare, il Sindaco questa volta si deve dare una veloce mossa per evitare che, oltre alla chiusura dei locali e alla disfunzione di servizi nei confronti della Comunità locale, l’autoproclamatosi baronetto corre il rischio di perdere la comoda poltrona!
Uniti per Naro


















