Per più di trent’anni è stato creduto che monsignor Ficarra sia stato licenziato dal Vaticano come Vescovo di Patti per non aver sostenuto la Democrazia Cristiana; così infatti ha fatto intendere Leonardo Sciascia nell’opera Dalle parti degli infedeli, che suscitò un vero scandalo nazionale e seminò disagio a Canicattì, città nativa del vescovo cacciato via, quando uscì il libro venti anni dopo la morte del presule.
Ma Enzo Di Natali con il suo saggio Sciascia e la legge del sospetto, offre oggi una nuova versione: le dimissioni imposte al Vescovo Ficarra non furono di natura politica, perché la Democrazia Cristiana vinceva nelle elezioni nazionali e regionali, mentre perdeva, invece, in altre diocesi, compresa in quella di Palermo dove addirittura il card Ruffini scrivendo a Pio XII sosteneva di non far confluire tutti voti al partito cattolico.
Come se non bastasse, secondo i nuovi studi sul periodo dell’’Inquisizione in Sicilia, Enzo Di Natali rivela Fra Diego La Mattina, bruciato vivo a Palermo nel ‘600, non era un Eretico Illuminato come sostiene Sciascia nell’opera Morte dell’Inquisitore. Anzi, dallo studio dei diaristi del tempo il monaco agostiniano racalmutese risulta un delinquente e un truffatore. Per di più, attraverso ricerche serie condotte nell’archivio della Diocesi di Agrigento, viene fuori una famiglia, quella dei La Matina, che aveva continui problemi proprio con la giustizia, e Fra Diego apparteneva a questo ceppo, considerato che a quel tempo erano tutti apparentati.
E come se non bastasse, considerato che siamo nell’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il primo segretario del card Naselli, arcivescovo di Palermo, non ideò e progettò nel 1862, in Arcivescovado, la controrivoluzione per far ritornare i Borboni come invece fa intendere lo scrittore di Racalmuto nell’opera I pugnalatori.
Come notiamo il giornalista agrigentino, Enzo Di Natali, che ama la ricerca storiografica, e che negli anni passati ha pubblicato il saggio sull’attentato che subì l’arcivescovo Peruzzo, su cui Andrea Camilleri scrisse il romanzo Le pecore e il pastore, mette in discussione tre delle opere che diedero lustro in Italia a Leonardo Sciascia.
Tutto quanto Enzo Di Natali sostiene con nuovi documenti, spesso trovati nell’archivio della Curia di Agrigento, è stato pubblicato nel citato libro che sarà presentato per la prima volta a livello nazionale in Agrigento al Palazzo dei Filippini Giovedì 14 Aprile al quale parteciperà un qualificato pubblico considerati i delicati temi che Di Natali ha trattato. Il delicato compito di presentare il libro è stato affidato al prof. Lillo Sciortino. L’incontro è stato organizzato dalla Società Dante Alighieri Comitato di Agrigento,presieduto dalla dott.ssa Enza Ierna.














