Hanno raccontato di essere partiti due giorni fa dalle coste della Libia. 760 migranti ammassati su un vecchio motopesca di 25 metri. Circa 400 erano all’esterno, tutti gli altri sistemati nelle stive. Tra di loro 62 donne, molte delle quali in gravidanza, e 17 bambini. Il barcone approdato nel primo pomeriggio a Lampedusa, è stato soccorso dalle motovedette della Guardia Costiera. Era stato avvistato questa mattina da un elicottero della Marina militare, impegnato nel controllo del Canale di Sicilia. Il peschereccio navigava a circa 40 miglia a sud est di Lampedusa, ma stava seguendo una rotta in direzione di Licata. Non sarebbe arrivato prima di domani mattina, con il rischio di non arrivare mai, a causa delle precarie condizioni, in cui era ridotto il natante. Verso il peschereccio si sono così dirette tre motovedette ed un pattugliatore della Guardia costiera, che hanno indicato alle persone a bordo la rotta verso Lampedusa. Poco dopo l’arrivo sull’isola una donna ha dato alla luce il suo bambino. La mamma ha iniziato il travaglio, quando era a bordo del peschereccio soccorso. Non appena giunta in porto è stata immediatamente soccorsa ed è stata assistita al parto dall’equipe medica guidata dal responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa, Pietro Bartolo. Dopo quattro giorni di tregua, per il mare mosso, sono così ripresi gli sbarchi di migranti verso l’isola più grande delle Pelagie. La scorsa notte, erano arrivati 50 tunisini, su un barcone soccorso da una motovedetta della Guardia di Finanza a 12 miglia dalla costa. Così come stabilito dall’accordo tra il Governo italiano e le autorità di Tunisi, saranno rimpatriati. Attualmente sono ospiti del centro di accoglienza di contrada Imbriacola, dove si trovano ancora 24 minori, che dovrebbero essere trasferiti in altre strutture sparse nella penisola